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Che cos'è Shiba Inu token? tutto sull'avversario di Dogecoin

Nata sulla scia di Dogecoin, Shiba Inu è una memecoin che ha rapidamente scalato le classifiche, piazzandosi stabilmente tra le prime criptovalute per capitalizzazione

Che cos'è Shiba Inu token? tutto sull'avversario di Dogecoin

Shiba Inu token e il fenomeno meme coin

Talvolta, il mondo delle criptovalute ci fa incontrare casi folli e Shiba Inu (SHIB) è proprio una di queste.

Cagnolini, gattini e animaletti di ogni tipo: quando si parla di memecoin non c’è mai limite all’esagerazione.

Tra le pagine di questo portale siamo abituati ad analizzare criptovalute come bitcoin ed Ether, realtà solide e dotate di progetti che stanno già rivoluzionando economia e finanza.

Le memecoin fanno invece parte di un altro pianeta: contano solo hype, FOMO, community e grafiche accattivanti in grado di catturare l’attenzione delle persone.

In questo mondo non ci sono complesse soluzioni blockchain o applicazioni pratiche innovative. Qui hanno importanza solo marketing e passaparola.

Il fenomeno delle memecoin non può essere ignorato: Dogecoin e Shiba Inu sono da tempo tra le prime criptovalute in termini di capitalizzazione. Personaggi più o meno famosi ne parlano, contribuendo a renderle sempre più conosciute anche tra i non esperti del settore crypto. Basti guardare l’impatto del miliardario Elon Musk ogni volta che twitta sull’argomento.

Dogecoin è la capostipite di una categoria che è esplosa negli ultimi tempi, portando alla nascita di migliaia di varianti: da Baby Doge Coin a Baby Floki Inu, siamo invasi da cagnolini e teneri animaletti!

Shiba Inu (SHIB) si differenzia però da queste ultime arrivate. Infatti, il token è stato l’unico a raggiungere i livelli di Dogecoin sia in termini economici che di celebrità.

Andiamo quindi a scoprire un po’ di storia, cercando di comprendere cosa c’è dietro questo grande fenomeno mediatico ed economico.

Che cos'è Shiba Inu (SHIB)?

Shiba Inu è un token ERC-20, nativo della blockchain Ethereum.

Al contrario, il suo “rivale” Dogecoin è un fork di Litecoin.

Questo token fa parte del mondo delle memecoin, cioè asset dotati di un valore intrinseco piuttosto basso (persino nullo) che fanno leva su aspetti grafici ed emozionali.

Sui primi, una coin della categoria ha come simbolo un animale o comunque qualcosa di molto simpatico e in grado di attirare l’attenzione. L’intera comunicazione è impostata in modo tale da avere il maggior impatto possibile.

Riguardo alla sfera emozionale, una memecoin sopravvive grazie all’esaltazione della community, spinta dalla convinzione di guadagni immensi in tempi relativamente ristretti.

Shiba Inu token ha come simbolo appunto uno Shiba Inu, razza canina proveniente dal Giappone, la stessa del volto di Dogecoin.

Nato nell’agosto del 2020 per mano di Ryoshi, SHIB ha raccolto in pochissimo tempo ingenti capitali.
In meno di un anno, i 10 miliardi di market cap erano già stati superati.
A novembre 2021, 15 mesi dopo l’ingresso sul mercato, la cifra trapassava il tetto dei 40 miliardi di dollari. Davvero impressionante.

Shiba Inu coin ha come idea di base questa domanda: “cosa accadrebbe a una criptovaluta gestita interamente dalla community?”
Ryoshi, l’ideatore, creò questo progetto come esperimento atto a rispondere al quesito appena posto.

Percio, Shiba Inu è un interessante “laboratorio” della decentralizzazione, un case study che vale la pena seguire di tanto in tanto.

La community ha già dimostrato di essere forte, determinata e in grado di portare il token a ridosso di giganti ben più strutturati.
Il nocciolo duro di questo gruppo viene chiamato SHIBArmy, un vero e proprio esercito di persone che credono fermamente in questa realtà.
Ecco, facciamo un’autocorrezione: probabilmente è errato dire che SHIB non abbia valore intrinseco. Infatti, seppur non sufficienti a rendere l’asset attraente, centinaia di migliaia di holder agguerriti non possono essere ignorati.

Tornando alla storia di questo token, Shiba Inu è da sempre soprannominato come “The Dogecoin Killer“. Ciò è dovuto alla volontà dichiarata di superare il valore della celebre memecoin, cosa pressoché impossibile a causa dell’enorme differenza nella supply.
Tuttavia, SHIB ha effettivamente raggiunto la capitalizzazione di Dogecoin, dimostrando di poter reggere la competizione.

Come ogni memecoin, Shiba Inu alterna pump estremi e dump altrettanto verticali, dove miliardi di capitalizzazione vengono bruciati in pochissime ore. Non è un asset per i deboli di cuore.

Il token Shiba Inu è una valida scelta di operatività solo per persone esperte, consapevoli dei rischi, pronte a lavorare sulle fluttuazioni di valore in ottica speculativa.
In questo senso, hype e FOMO giocano a favore e si possono guadagnare cifre importanti entrando al momento giusto.

Purtroppo, la maggior parte degli individui è poco esperta e opera ragionando sull’investimento, immaginando una crescita insostenibile e quindi sbagliando clamorosamente i calcoli. Scopriamo il perché: diamo uno sguardo alle tokenomics per poi motivare quanto appena affermato.

Che cos'è Shiba Inu (SHIB)?

Tokenomics di Shiba Inu

Shiba Inu (SHIB) dispone di una supply totale di 1 biliardo di esemplari (1 quadrillion in inglese). Di questi, poco più della metà è in circolazione: circa 549.000.000.000.000.

Al momento del lancio, il 50% degli SHIB è stato bloccato su Uniswap, il famoso DEX AMM.
Una quota identica è invece finita in un wallet di proprietà di Vitalik Buterin, magnate delle criptovalute e creatore della blockchain Ethereum.
Questa mossa è scaturita dal fatto di voler garantire un futuro a Shiba Inu. L’idea alla base era la seguente: se Vitalik Buterin conserverà le coin ricevute, la supply del token guadagnerà stabilità e sicurezza. Inutile dire che tutto ciò sembra più un’azione di marketing che altro.

A oggi la market cap di Shiba Inu coin si aggira intorno ai 12 miliardi di dollari, ben lontana dal picco di oltre 40 raggiunto nel novembre 2021. D’altra parte l’intero settore delle criptovalute è in fase ribassista, nulla di strano quindi.

Le performance di Shiba Inu non devono meravigliare: è una memecoin dove FOMO e hype dominano incontrastate.

Come per le altre realtà di questo genere, operare su Shiba Inu è molto rischioso. I prezzi fluttuano in maniera estrema: un giorno si può conseguire un X10 e in quello seguente perdere tutto il guadagno.

Shiba Inu coin è terreno adatto ai più temerari, gente consapevole dei pericoli ma anche della possibilità di guadagni rapidissimi e consistenti.
Il problema è queste persone rappresentano una cerchia ristretta: il più delle volte, le meme coin come SHIB sono l’attracco di “investitori” senza alcuna esperienza, inconsapevoli dei rischi presenti.

Tornando ai numeri, SHIB non è l’unico token dell’ambiente Shiba Inu. Esistono infatti LEASH e BONE, vediamo di che si tratta.

LEASH token

La prima è una crypto inizialmente pensata per essere peggata al valore di Dogecoin. Caduta questa idea, LEASH è oggi un semplice token ERC-20.

La supply è molto limitata: 107.647 esemplari. Di conseguenza, il prezzo è piuttosto elevato (oltre 1000 dollari alla data di scrittura).

LEASH non ha ottenuto il successo della capostipite Shiba Inu. In tutta onestà, venendo a mancare anche la componente community, questo token non ha davvero alcun elemento che ne dia valore o utilità.

È possibile mettere LEASH in stake o depositarlo nel pool di liquidità con Ether di ShibaSwap. Così facendo si è però esposti a un asset senza alcun valore intrinseco; francamente non c’è alcun motivo per procedere in questo senso.

BONE token

La terza criptovaluta del panorama Shiba Inu coin si chiama BONE.

La supply è di 250 milioni di esemplari, perciò ridottissima se confrontata a SHIB.

BONE possiede un caso d’uso: è un governance token. Come spesso accade, maggiore è la quota detenuta, superiore sarà il peso in fase di votazione.

Anche il token BONE può essere messo in stake o nei pool di liquidità, generando una certa rendita. Vale però il discorso fatto qualche riga sopra: è il caso di esporsi su un asset dal limitato valore intrinseco?

Diciamolo, ci sono opportunità migliori là fuori, no? Se ci si vuole assumere dei rischi e fare del puro gambling, tanto vale giocare con SHIB, molto più conosciuto e dotato di una community forte dietro le spalle.
Magari, con tanta fortuna, si potrà entrare prima di una delle “sparate verso il cielo” (vedi grafico) e guadagnare un bel gruzzoletto.
Attenzione però: è anche possibile finire nel bel mezzo di uno dei movimenti discendenti, occhio ai pericoli!

Tokenomics di Shiba Inu

Shiba Inu token a 1 dollaro? Smontiamo il mito

Parliamo del trabocchetto principale in cui cascano i più inesperti: il prezzo.

Shiba Inu ha un valore dotato di diversi zeri dopo la virgola. Si tende quindi a pensare “beh, se SHIB dovesse raggiungere anche solo 1 centesimo, avendone 500.000.000 esemplari diventerei ricco”.

Vi è di peggio: sono molte le persone che confidano in un valore futuro di 1 dollaro. Ciò è impossibile e bastano dei semplici calcoli per dimostrarlo.

Il prezzo è dato da pochi fattori messi insieme: domanda e offerta, niente di più.

La prima è variabile, la seconda è invece ben nota: 1 biliardo di supply totale e 549 bilioni circolanti.

All’aumentare della domanda, con offerta fissa o in riduzione, aumenta il prezzo. Questo è il caso di SHIB: l’offerta è quella, non può incrementare nel tempo.

Oggi, Shiba Inu ha un market cap di 12,5 miliardi di dollari; il prezzo è invece di 0,00002267 $.

Se non l’avessimo a disposizione, la market cap sarebbe facilmente calcolabile moltiplicando prezzo e supply: 0,00002267 x 549.000.000.000.000 = 12.500.000.000.

Vi è quindi una relazione inscindibile tra questi elementi che rappresentano esattamente i fattori chiamati in causa qualche riga sopra: domanda, offerta e prezzo.

Smontiamo il mito di Shiba Inu a 1 dollaro.

Per conseguire questo obiettivo, la market cap totale dovrebbe raggiungere 549.000.000.000.000 x 1 dollari, cioè 549 bilioni. Siccome si tratta di numeri enormi, facciamo un paragone con Bitcoin.

La supply di BTC è di 21 milioni di esemplari, di cui quasi 19 minati e circolanti. La market cap attuale è di 750 miliardi di dollari, a fronte di un valore al pezzo di 39.305 $.

1 bilione è pari a 1000 miliardi. Per raggiungere un dollaro di valore, Shiba Inu dovrebbe superare di 732 volte quello attuale di bitcoin…un po’ troppo, no?

Senza contare che questo numero andrebbe a sorpassare di gran lunga la somma di mercati come oro, argento, contante, riserve della FED e molto altro ancora.

Stesso discorso sul possibile valore di 1 centesimo: 549 bilioni x 0,01 = 5,4 bilioni, cifra molto superiore ai massimi raggiunti da bitcoin. Certo, si parla di numeri decisamente più abbordabili ma piuttosto improbabili anche nella migliore delle bull run!

Ciò non significa che Shiba Inu non crescerà oltre i valori massimi raggiunti nel tempo: potrebbe darsi, chi può dirlo? L’obiettivo di questi calcoli è semplicemente mettere in guardia da promesse di guadagno basate su cifre irrealistiche, nulla di più.

Shiba Inu token a 1 dollaro? Smontiamo il mito

Community, utilizzi e progetti di Shiba Inu

Come abbiamo già detto, la SHIBArmy è il punto di forza del token Shiba Inu.

L’esperimento avviato da Ryoshi ha avuto successo: a distanza di più di un anno e mezzo dal lancio, SHIB è stabilmente tra le prime criptovalute per capitalizzazione. Dietro di sé ci sono realta più strutturate come Polygon MATIC, DAI, Cronos CRO e Cosmos ATOM.

Shiba Inu è la dimostrazione di come una community unita e determinata possa ribaltare i pronostici e portare alla gloria un’idea così semplice.

Nel tempo sono però subentrati progetti atti a donare del valore intrinseco al token, cercando di renderlo più competitivo anche sui fondamentali.

Siamo sinceri: SHIB resta una crypto piuttosto povera di sostanza; è però apprezzabile lo sforzo compiuto e in cantiere ci sono altre funzionalità e aggiornamenti che potrebbero cambiare lo scenario attuale.

Prima di tutto parliamo di ShibaSwap, il DEX costruito attorno a Shiba Inu.

ShibaSwap Shiba Inu token

Al momento le funzioni sono ancora limitate: il portale è infatti in sviluppo continuo. Nel tempo assisteremo all’aggiunta di diversi strumenti, occorre solo pazientare.

Questo DEX è costruito bene e risulta piuttosto piacevole da utilizzare. Qui è possibile scambiare criptovalute sfruttando la sicurezza della blockchain Ethereum, un aspetto che vale la pena evidenziare.

Come dicevamo, ShibaSwap non è l’unico progetto in essere, anzi, sono in arrivo diverse novità.

A febbraio 2022 è partita la fase 1 di DoggyDAO, la decentralized autonomous organization marchiata Shiba Inu.
DAO e ShibaSwap opereranno in maniera interdipendente, costruendo quindi un vero e proprio ecosistema.

Inoltre, la roadmap prevede altri pezzi da aggiungere al mondo Shiba Inu:

  • Metaverso: Il Shiberse (dovrebbe essere questo il nome) potrebbe sbarcare già nel 2022. I dettagli a disposizione sono pochi, non è dato sapere molto a riguardo (poco sotto una foto presa da un tweet ufficiale).
  • ShibaNet: progetto non ancora avviato. Sarà un marketplace dove effettuare vendite e acquisti utilizzato una stablecoin SHIB.
  • Gaming: sono in sviluppo dei game a tema Shiba Inu, fra cui un gioco di carte collezionabili sotto forma di NFT.
  • Shibarium: eccoci all’arrivo più significativo. Shibarium sarà un layer 2 Ethereum e rimuoverà lentezza delle transazioni e gas fee. La data di lancio è prevista per la metà del 2022.

Finora abbiamo parlato di scarso valore intrinseco e via dicendo. Ecco, se venisse effettivamente rilasciato un layer 2 ben fatto avremmo già qualcosa di sostanzioso di cui parlare.

Certo, è ancora tutto da vedere e fino ad allora valgono le solite raccomandazioni: le memecoin fluttuano parecchio di prezzo, operare solo con la consapevolezza dei rischi.

Community, utilizzi e progetti di Shiba Inu

Shiba Inu: una memecoin che vuole diventare grande?

Abbiamo effettuato una panoramica su Shiba Inu e l’ecosistema che è in sviluppo.

Sappiamo che questa criptovaluta ha dietro le spalle una community forte e motivata a proseguire nell’ascesa.

Siamo inoltre a conoscenza dei piani di sviluppo e crescita di un mondo costruito attorno al token. Seppur SHIB sia una memecoin, forse con il passare del tempo potrebbe diventare un po’ più seria e matura.

Nel frattempo godiamoci questo fenomeno in grado di stare con naturalezza tra progetti crypto strutturati e autorevoli.

Chiudiamo con un chiarimento: Shiba Inu non è un token truffa. Si tratta invece di un asset acquistabile sui più famosi exchange, come Crypto.com e Binance.

SHIB non va confuso con i migliaia di cloni inutili, creati per seguirne le orme. Spesso, questi ultimi sono realizzati da persone che hanno il solo scopo di raccogliere più capitale possibile per poi abbandonare tutto a sé stesso.

Meme coin non è sinonimo di scopi truffaldini. Mettiamo pure volatilità estrema, rischi e tutto il resto ma nessuna azione disonesta.

Per chi fosse alla ricerca di qualche consiglio sul mondo memecoin, ecco un video dedicato all’argomento.

Alla prossima!


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