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Multichain: il router web3 definitivo

Divenuto celebre col nome di Anyswap, Multichain è il protocollo bridge numero uno, adatto soprattutto alle chain EVM compatibili

Multichain: il router web3 definitivo

Multichain: il bridge crypto per eccellenza

Multichain è un servizio che consente a diverse blockchain di interagire, permettendo agli asset di spostarsi in modo rapido e sicuro.

La blockchain è quella struttura che rende possibile l’esistenza del settore crypto. Si può immaginare come un insieme di nodi che interagiscono fra loro, permettendo il regolare svolgimento di svariate transazioni.

Come è noto, non esiste solo una blockchain, anzi: vi sono tantissime realtà e progetti più o meno originali e innovativi.

Prima o poi, un utente che opera in questo mondo avrà la necessità di comunicare con due chain contemporaneamente. Ad esempio, un investitore potrebbe voler spostare delle coin su un altro network per sfruttare una nuova e interessante piattaforma DeFi.

Per chi si è affacciato da poco a questo settore, un’azione di questo tipo potrebbe sembrare strana. In realtà, tutto ha un senso, soprattutto nella appena citata finanza decentralizzata.

Quindi, come procedere? La risposta è semplice: utilizzando un bridge, cioè un ponte che mette in comunicazione due chain e rende attuabile il passaggio di asset come coin e NFT.

Le piattaforme che offrono questo servizio possono incutere timore ma non ce n’è motivo: informandosi adeguatamente si possono evitare i tipici errori che potrebbero portare alla perdita dei fondi durante l’operazione. I nostri approfondimenti servono proprio a questo!

Iniziamo quindi questo percorso che ci farà conoscere nel dettaglio le funzionalità di Multichain bridge 🙂 .

Che cos'è Multichain?

Prendendo la frase di esordio della documentazione ufficiale:

“Multichain è il router definitivo per il web3. Si tratta di un’infrastruttura sviluppata per interazioni cross-chain arbitrarie”.

In termini più semplici, ricollegandoci a quanto detto nel paragrafo precedente, il portale permette di spostare un asset da A a B.

Le origini di questa piattaforma ci portano nel 2020, anno in cui nasce Anyswap, uno dei bridge più noti nel panorama crypto.

Col passare del tempo sono sorte esigenze sempre più complesse e variegate. Perciò, il team si mise all’opera per cercare di risolvere tutte queste nuove sfide.

Da questo processo è scaturita una profonda ristrutturazione in cui il rebrand di Anyswap in Multichain è solo il passaggio conclusivo.

L’attuale protocollo elimina qualsiasi restrizione: possiamo spostare asset tra le principali blockchain, interagire con layer-2, network di parachain, parte del mondo Cosmos e Bitcoin.
La proposta di Multichain è enorme e include le maggiori realtà del nostro settore fra cui Bitcoin, Ethereum, Avalanche, Polkadot, BSC, CronosFantom.

Chain supportate da Multichain

Numeri di Multichain

Multichain dà il meglio di sé con il mondo EVM.
Terra è invece abbastanza limitata e, in aggiunta, alcune realtà importantissime non sono disponibili (vedi Solana).

Nonostante queste lacune, la piattaforma è oggi leader globale nel settore, anche grazie all’enorme offerta che conta oltre 1400 fra token e coin.

Al momento della scrittura, la liquidità depositata si attesta intorno ai 10 miliardi di dollari (di cui circa 6 su Fantom).

Se la community premia questo protocollo muovendo quotidianamente oltre 100 milioni di dollari (fonti ufficiali) al tempo stesso gli audit sostenuti ne confermano validità e solidità.

Multichain siede quindi sul trono perché è effettivamente il punto di riferimento quando si tratta di spostare asset tra vari network.

Costruzione di Multichain

La costruzione di Multichain consente un funzionamento più efficiente e sicuro rispetto a quello di tanti altri bridge.

Gli sviluppatori del protocollo hanno creato un network di nodi su misura, pensato appositamente per le applicazioni richieste.

Ogni nodo lavora in maniera totalmente indipendente e genera una parte della chiave utilizzata per firmare ciascuna transazione. Unendo i vari pezzi, l’insieme dei nodi rende possibile l’operatività del protocollo.
Se presi invece singolarmente, essi non possono invece compiere alcuna azione.

Questa soluzione elimina le problematiche derivanti dalla diffusa adozione dei multisig wallet, migliorando gli standard di sicurezza per piattaforma e utenti.

Fatte le dovute presentazioni, andiamo a scoprire più nel dettaglio come utilizzare Multichain.

Che cos'è Multichain?

Quale wallet impiegare su Multichain?

Multichain propone diverse opzioni e dovremo scegliere in base alla nostra operatività.

Ad esempio, volendo spostare fondi dalla BSC o da Ethereum, Metamask sarà probabilmente la scelta migliore.

Al contrario, se avessimo bisogno di muovere una coin da Terra sarà Terra Station il wallet con cui collegarci.

Il default network di Multichain è Ethereum. Possiamo comunque cambiare, tutto dipende dagli ecosistemi con cui dovremo interagire.

Nel caso andassimo a utilizzare una blockchain non ancora configurata nel wallet, da Router, cliccando sull’icona evidenziata in foto faremo partire in automatico l’integrazione.
Nell’esempio è la BSC ma potrebbe essere qualsiasi altra chain da noi selezionata.

Aggiungere network wallet crypto

In alternativa, è possibile configurare un network manualmente, direttamente dal wallet. Il nostro tutorial di Metamask è a disposizione.

Swap con Multichain router

Vediamo come spostare un token da una chain all’altra. Prima di tutto, dal menu in alto clicchiamo sulla scritta Router.

Ci ritroveremo nella pagina da cui potremo operare.

Router swap Multichain

Il primo riquadro, contrassegnato dalla scritta “From” è quello in cui dovremo selezionare blockchain di provenienza e token da spostare. Ad esempio, se volessimo muovere degli USDC da Ethereum alla Binance Smart Chain, qui dovremo appunto indicare USDC (inclusa la quantità) ed Ethereum.

Subita sotto troviamo la sezione “To”, in cui potremo scegliere la blockchain di destinazione. Nell’esempio appena fatto, nonché in foto, si tratta della BSC.

Ancora più in basso ci verrà comunicato a quanto ammontano i fondi nel rispettivo pool: questo dato è importante, a breve ne spiegheremo il perché.

Infine, una sezione riassuntiva ci fornirà numerosi dettagli e informazioni come velocità stimata della transazione, fee e gas.

Procedendo, nel caso fosse la prima operazione con quel determinato asset, dovremo approvare il contratto.
Per procedere sarà sufficiente cliccare sul tasto “Approve NOME_TOKEN” (nel nostro caso USDC) posizionato di fianco al pulsante “Swap”. Nella foto di esempio non è visibile: esso compare appena viene selezionata una coin di cui disponiamo nel nostro wallet.

Fatto questo passaggio saremo liberi di proseguire con lo swap tramite il tasto apposito.
Si aprirà una piccola finestra da cui fornire una conferma, dopodiché sarà necessario approvare la transazione nel wallet.

Ci verrà fornito un link da cui poter monitorare l’andamento dell’operazione, generalmente evasa in una manciata di secondi.

Attenzione alle fee: seppur molto contenute, a volte variano in base all’asset.
Informiamoci bene anche sul costo del gas, ricordando sempre che sarà da pagare sia per la chain di provenienza che per quella di destinazione.

Scarsa liquidità su Multichain

Essendo un bridge, il funzionamento viene garantito con numerosi pool di liquidità dislocati su più network.

Ad esempio, spostando degli USDC da Ethereum a Fantom, Multichain verserà i token nel pool della prima e li rimuoverà da quello della seconda, depositandoli sul nostro wallet.

Per coin native e token di primo piano, non ci sono generalmente problemi.

Gli asset wrappati o meno noti incontrano invece maggiori criticità in termini di liquidità scarsa.

In alcuni casi potremmo ricevere in cambio del nostro asset un suo sintetico recante la scritta “any”; per esempio, degli anyBNB al posto del BNB di partenza.
Qui dobbiamo fare attenzione: prima di effettuare lo swap, nel caso vedessimo che andremmo a ricevere anyTOKEN sarebbe meglio verificare quanta liquidità è disponibile.
Così facendo eviteremmo di ritrovarci con un token dall’operatività limitata e poco scambiabile.

Rimuovere liquidità su Multichain

In ogni caso, i token any comportano il ritiro manuale della liquidità.

Nulla di impossibile, anzi: vediamo come.

Dal menu, scegliamo “Pool” per ritrovarci nella pagina che segue.

Pool liquidità multichain

Andiamo sulla riga corrispondente al nostro asset e clicchiamo sul pulsante “Remove”.

Si aprirà una finestra da cui potremo fornire la conferma. A questo punto dovremmo aver completato il procedimento senza alcun problema.
Il condizionale è dovuto al ribilanciamento dei pool: se non è ancora avvenuto dopo il nostro swap, non riusciremo a procedere. Sarà necessario attendere qualche minuto, niente di più.

Multichain Explorer

Durante il processo di swap potremmo non fare in tempo a cliccare sul link della transazione che compare sullo schermo. Se così fosse, abbiamo un altro metodo che ci consente di visualizzare l’andamento di una transazione: Multichain Explorer.

Accessibile dal menu, questa sezione contiene numerose informazioni sia sulla piattaforma che sulle singole operazioni.

Aprendo la pagina, dovremo scrivere o incollare l’indirizzo del wallet con cui abbiamo compiuto la transazione nell’area di input. Così facendo riusciremo a recuperare tutto ciò che serve per compiere le nostre verifiche.

Explorer è anche un valido strumento di valutazione dello stato di salute del protocollo.
Qui troviamo dati sull’utilizzo complessivo del servizio fra cui numero di transazioni, utenti e fee pagate nelle ultime 24 ore.

L’abbiamo scritto più volte: i numeri non mentono mai e offrono una fotografia della situazione. Tanti utilizzatori attivi significano che il protocollo è in buona salute; al contrario, cifre scarne devono metterci in guardia.

Multichain Explorer

Fornire liquidità a Multichain

La piattaforma vive grazie alla liquidità disponibile nei pool.

Quando è scarsa diventa difficile assicurare operatività e conversione degli asset.

Chiunque può contribuire al corretto funzionamento del protocollo: è sufficiente depositare dei fondi nei pool.

Per fare ciò, è sufficiente andare nella pagina Pool, accessibile dal menu.

In base al network a cui siamo connessi col wallet, troveremo un elenco di coin e token.
Selezionando quello di nostro interesse potremo aggiungere liquidità.
In seguito saremo ovviamente liberi di rimuoverla senza alcun vincolo.

"La liquidità è fondamentale: senza di essa verrebbe compromesso il funzionamento della piattaforma"

Convertire token ANY a MULTI

I possessori del token ANY possono convertirlo facilmente in MULTI direttamente sulla piattaforma.

La voce del menu MULTI è il posto giusto.

Una volta aperta la finestra, potremo scegliere fra tre blockchain diverse: Ethereum, BSC e Fantom. Dovremo ovviamente indicare quella su cui si trovano gli ANY che desideriamo convertire.

Il rapporto di cambio è 1:1.

Una volta selezionata la quantità, confermiamo e approviamo la transazione.

Il token MULTI ha una supply massima di 100 milioni di esemplari. Tuttavia, l’81,36% di essa è bloccato in uno smart contract in attesa di una futura governance atta a deciderne le sorti.

MULTI è ottenibile solo convertendo degli ANY.

Si punta a raggiungere una supply circolante di 18.639.320 MULTI, esattamente la stessa degli ANY.

Al momento è davvero troppo presto per esprimersi su valore intrinseco e potenziale di questo token.

Convertire token ANY a MULTI

Multichain: ampia scelta di chain e token

Il bridge è quel protocollo il cui successo è dato sì dalla qualità ma anche dalla quantità.

La DeFi è sempre più protagonista. Diventa perciò indispensabile avere a disposizione strumenti che consentano di operare a basso costo e in sicurezza tra le chain.

Multichain supporta numerosi network e un numero di token elevatissimo. Risulta davvero difficile non trovare quello che si sta cercando. La proposta è inoltre in continua espansione.

Adottando strategie cross-chain è quasi certo che prima o poi si incapperà in questo protocollo.

L’utilizzo di Multichain è facile, corredato da una documentazione decisamente esauriente.

É inoltre disponibile una sezione dal nome Support in cui si trovano tutorial e domande-risposte a diverse tematiche.

Bisogna solo stare attenti ai token dotati di scarsa liquidità e alle fee, generalmente contenute ma a volte più care (comunque sempre nei limiti del buon senso).

Ci salutiamo con una raccomandazione: quando si utilizza un bridge per la prima volta, a meno di essere sicuri al 100% di ciò che si sta facendo, meglio spostare pochi fondi come prova.
Dopodiché, una volta verificato che è tutto ok, si può procedere con le cifre importanti.
Certo, spenderemo qualcosa in più di fee e gas ma almeno non correremo alcun rischio.

Ecco infine un video in cui si parla di Multichain e altri bridge…buona visione e alla prossima!


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