5 min read 13 Jan 2026

Tra Iran e Powell, le borse reagiscono!

Dopo aver messo sotto indagine il chairman della Fed Powell, la Casa Bianca valuta che azioni intraprendere in Iran. Nel frattempo, le borse reagiscono...

Tra Iran e Powell, le borse reagiscono!

Mercati inquieti tra Iran e Fed

Giornate decisamente cariche per la geopolitica e i mercati. La Casa Bianca ha spinto il dipartimento di giustizia americano ad avviare un’indagine contro Jerome Powell, attuale numero 1 della Federal Reserve. In contemporanea, la questione Iran diventa sempre più centrale nei pensieri del presidente Trump, che valuta diverse opzioni compreso l’intervento militare.

Nel caos geopolitico-economico, le borse reagiscono e restano a guardare, pronte a muoversi anche repentinamente al minimo evento ritenuto importante.

Come se non bastasse, alle 14:30 italiane è atteso l’aggiornamento del CPI USA di dicembre. Le attese vedono il dato invariato (2,7%), ma sarà davvero così? In aggiunta, sarà reso noto anche il Core CPI.

Neppure il tempo di tirare il fiato che alle 16 toccherà al New Home Sales, uno degli indicatori più importanti del mercato immobiliare a stelle e strisce. Di base, non mancherebbero quindi gli appuntamenti capaci di muovere verso l’alto o il basso i mercati.

Powell indagato

Della questione Powell ne abbiamo parlato già in una notizia di ieri, ma ci torniamo ancora per un attimo.

In un intervento sui canali ufficiali della Federal reserve, il chairman Powell ha spiegato che la Fed ha ricevuto una citazione in giudizio. Questa fa riferimento all’apparizione di Powell davanti al Senate Banking Committee (avvenuta a giugno 2025) per parlare del progetto di rinnovamento degli edifici della Federal Reserve.

Seppur Trump abbia più volte attaccato la Fed e Powell in merito a questi lavori, ritenuti uno spreco di denaro, la vicenda sembra solo un pretesto. Secondo Powell, la citazione in giudizio è parte della strategia di Trump per mettere pressione alla banca centrale americana e procedere con i tagli ai tassi d’interesse. Jerome Powell e il FOMC hanno avuto finora un approccio prudente, dettato dall’inflazione che resta ben sopra il target ideale.

Ieri i mercati non hanno digerito bene la notizia, aprendo in perdita. Dopodiché, è avvenuto un continuo recupero terminato in territorio positivo, seppur di poco.

L’indice S&P 500 ha chiuso a +0,16%; praticamente stesso risultato per il Dow Jones (+0,17%), mentre il Nasdaq è andato un poco meglio (+0,26%).

La storia non finisce di certo qui, perché Powell ha dichiarato che continuerà sulla sua strada. Da qui alla fine del suo mandato, previsto per maggio, ne vedremo ancora delle belle.

Iran sotto la lente di Trump: le borse reagiscono

L’Iran sta vivendo un periodo critico.

Dal punto di vista economico, la situazione è da allarme rosso; l’inflazione, che galoppa a oltre il 50%, ha gettato il popolo nello sconforto. Ora sono in corso delle proteste di una portata che non si vedeva dal 2022, ma il governo sta reagendo con estrema violenza. Da quello che sappiamo, i manifestanti morti sarebbero già più di 500.

Gli Stati Uniti potrebbero approfittare della situazione per portare a compimento la stoccata decisiva contro uno dei nemici giurati. Il regime iraniano è infatti sulla “lista dei cattivi” degli USA per svariati motivi: dai finanziamenti alle cellule terroristiche che operano contro Israele agli attacchi veri e propri nei confronti dello Stato ebraico. Ma si va poi ben oltre, in un gioco di alleanze, posizionamento strategico e risorse che rendono l’Iran uno Stato da sempre complesso.

Donald Trump ha già lanciato diversi avvisi all’Iran, intimando di terminare le repressioni; la risposta è stata altrettanto carica e l’Iran minaccia ritorsioni. La Casa Bianca sta valutando anche l’intervento militare (sono sul tavolo diverse opzioni), oltre a delle sanzioni e, sempre di moda, un dazio del 25% su tutti i prodotti e servizi che provengono da Paesi che intrattengono affari con l’Iran.

Oltre a militari, diplomatici e cittadini coinvolti, nel bel mezzo dell’indecisione ci sono anche i mercati.

Al momento della scrittura, pressoché tutte le piazze europee sono in perdita (seppur contenuta), segno che i partecipanti agli scambi si muovono con maggior prudenza. Parigi, con l’indice CAC 40 perde oltre lo 0,5%. Contengono i danni Piazza Affari, Francoforte e Londra. Nel complesso, l’indice STOXX 600 perde circa lo 0,25%.

Le borse asiatiche si sono comportate decisamente meglio, con tanti guadagni anche sopra il mezzo punto percentuale. Tra le big, male solo Shanghai (-0,64%) e Shenzhen (-1,38%).

Quanto agli States, staremo a vedere cosa accadra, considerando come dicevamo anche l’uscita del CPI. Per adesso, il pre-market è all’insegna di modestissimi ribassi: tutto normale.

Ah, non dimentichiamoci di un “dettaglio”: se gli States dovessero intervenire contro l’Iran, è possibile che l’accordo commerciale con la Cina salti. Possiamo immaginare come reagirebbero le piazze, almeno nei primi giorni.

Monitoriamo i mercati, il CPI e, soprattutto, le ultime news da Washington DC: sono giorni decisivi per la questione iraniana.

X

Vuoi essere sempre sul pezzo?

Iscriviti alla newsletter per ricevere approfondimenti esclusivi e analisi ogni settimana.

Se ti iscrivi c’è un regalo per te!