Wallet Crypto: guida completa ai portafogli per criptovalute
Guida completa ai wallet crypto: scopri le tipologie (hardware, software, paper), come scegliere il migliore e come proteggere le tue criptovalute
Indice
- Classifica
- Cos'e un wallet crypto e come funziona
- Tipologie di wallet: hot, cold, custodial e non-custodial
- Come scegliere il wallet crypto giusto
- I migliori wallet software e app
- I migliori wallet hardware per criptovalute
- Sicurezza wallet crypto: seed phrase, backup e errori da evitare
- Come creare un wallet crypto: guida passo-passo
- Conclusioni su wallet crypto
Il wallet crypto è un portafoglio digitale che consente di custodire e gestire le chiavi private necessarie per inviare e ricevere criptovalute. Non conserva fisicamente Bitcoin o Ethereum, ma permette di dimostrarne la proprietà e autorizzarne le transazioni sulla blockchain.
Sebbene venga definito un portafoglio, è più corretto pensarlo come un portachiavi digitale. Le criptovalute restano registrate sulla blockchain e il wallet serve esclusivamente a dimostrare alla rete che siamo autorizzati a movimentare quei fondi.
Scegliere il wallet criptovalute giusto è uno dei passaggi più importanti in assoluto. Determina il livello di sicurezza, il grado di controllo e la semplicità d’uso della nostra esperienza nel mondo crypto.
Un wallet può essere un’app (software wallet), un dispositivo fisico (hardware wallet) oppure una custodia gestita da terzi (wallet custodial, tipico degli exchange).
In questa guida completa scoprirai come funziona un wallet crypto, quali sono le principali tipologie, quali sono i pro e i contro di ciascuna categoria e quale portafoglio criptovalute scegliere in base ai tuoi obiettivi.
Le informazioni hanno carattere divulgativo ed educativo, questa guida non costituisce in alcun modo un’attività di consulenza finanziaria.
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Cos'e un wallet crypto e come funziona
Capire cos’è un wallet crypto significa comprendere un concetto fondamentale: possedere criptovalute non equivale a possedere un file salvato sul proprio dispositivo, ma a controllare una chiave crittografica.
Quando acquistiamo Bitcoin o Ethereum e li inviamo in un nostro wallet crypto, ciò che otteniamo non è un oggetto digitale archiviato sul computer o sullo smartphone. Le criptovalute restano registrate sulla blockchain, un registro pubblico e distribuito che traccia tutte le transazioni effettuate nel tempo.
Il wallet non “contiene” le monete: custodisce le chiavi private che dimostrano alla rete che siamo autorizzati a muovere quei fondi. Questa distinzione è essenziale.
Se utilizziamo un wallet custodial, come per un exchange, ad esempio, vediamo un saldo nel nostro account. Ma in quel caso non controlliamo direttamente le chiavi private: stiamo delegando la custodia a un intermediario. Con un wallet non custodial, invece, siamo noi a detenere le chiavi e quindi il pieno controllo dei fondi.
Quando un wallet viene creato, vengono generate due chiavi: una chiave privata e una chiave pubblica.

La chiave pubblica, chiamata anche address, è l’indirizzo che possiamo fornire a terzi per ricevere criptovalute. Funziona in modo simile a un IBAN bancario: chi vuole inviarci fondi utilizzerà quell’indirizzo. Un esempio di address Bitcoin può apparire così: bc1qqlvzjms********************teas63rfpfd. Nel caso di Ethereum, invece, un indirizzo ha questa forma: 0x383175***********************************g3Le1.
Questi codici alfanumerici vengono derivati tramite funzioni crittografiche dalla chiave privata. Inoltre, da una singola chiave privata possono essere generati più indirizzi pubblici, aumentando il livello di privacy dell’utente.
La chiave privata è l’elemento centrale del wallet. Non può essere ricavata dall’indirizzo pubblico ed è generata in origine. È una sequenza segreta che consente di firmare le transazioni e spendere le criptovalute associate a quell’indirizzo. Deve rimanere assolutamente riservata: chiunque entri in possesso della chiave privata può disporre liberamente dei fondi.
Ma cosa succede concretamente quando inviamo una transazione? Supponiamo di voler inviare ETH a un amico. Inseriamo il suo indirizzo pubblico, scegliamo l’importo e confermiamo. A questo punto il wallet utilizza la chiave privata per creare una firma digitale. Questa firma è una prova matematica che dimostra alla rete che siamo autorizzati a spendere quei fondi.
I nodi della blockchain verificano la validità della firma confrontandola con la chiave pubblica associata. Se tutto è corretto, la transazione viene accettata e inserita in un blocco. In nessun momento la chiave privata viene trasmessa sulla rete. Viene utilizzata esclusivamente per generare la firma digitale.
Questo meccanismo permette alla blockchain di funzionare in modo sicuro senza richiedere banche o autorità centrali. Per questo motivo descriviamo il wallet come un portachiavi: non custodisce le criptovalute, ma custodisce l’accesso ad esse.
Se perdiamo la chiave privata o la seed phrase che la rigenera, perdiamo definitivamente l’accesso ai fondi. Se qualcuno la ottiene, potrà spenderli al posto nostro. Comprendere questo funzionamento è il primo passo per scegliere consapevolmente quale tipologia di wallet utilizzare. Non tutti offrono lo stesso livello di controllo, sicurezza e responsabilità. Ed è proprio su queste differenze che ci concentreremo nel prossimo paragrafo.
Tipologie di wallet: hot, cold, custodial e non-custodial
Non tutti i wallet crypto offrono lo stesso livello di controllo e sicurezza. Le differenze principali riguardano due aspetti fondamentali: chi detiene le chiavi private e se il wallet è connesso o meno a Internet.
Da un lato troviamo la distinzione tra wallet custodial e non-custodial, che determina chi ha il controllo effettivo dei fondi. Dall’altro, la distinzione tra hot wallet e cold wallet, che riguarda l’esposizione alla rete e quindi il livello di protezione contro attacchi informatici.
Comprendere queste categorie è essenziale per evitare errori comuni e scegliere consapevolmente il portafoglio criptovalute più adatto alle proprie esigenze. In alcuni casi può avere senso privilegiare semplicità e accessibilità; in altri, sicurezza e controllo totale.
Partiamo quindi dalla distinzione più importante: quella tra wallet custodial e non-custodial.

Differenza tra wallet custodial e non-custodial
Cosa sono i wallet custodial?
Come suggerisce il nome, il wallet custodial delega la responsabilità e il possesso delle chiavi private al suo interno a un custode.
Ciò significa che anche se continuiamo a essere noi gli utilizzatori del wallet, non saremo più i reali possessori delle monete che contiene.
Il caso più emblematico di un custodial è quello dei cosiddetti exchange wallet. (NUOVO LINK PILLAR)
Quando depositiamo valute all’interno di un exchange perdiamo il possesso reale di quelle monete. In poche parole, se l’azienda dovesse fallire o chiudere per qualche altra ragione, perderemmo tutti i capitali al suo interno. È già capitato, non è qualcosa di impossibile.
D’altra parte è doveroso ricordare che è anche e soprattutto nell’interesse dell’exchange stesso custodire al meglio i fondi degli utenti, a meno che non ci troviamo di fronte a un caso di truffa o mala gestione.
Alla luce di quanto appena scritto, dovremmo tutelarci e trovare un modo per diventare gli unici possessori delle criptovalute.
Ecco che qui possono venirci in aiuto i wallet non custodial.
Cosa sono i wallet non custodial?
Se i custodial possono essere visti come conti bancari, i wallet non custodial sono paragonabili a portafogli o casseforti.
Il portafoglio potrebbe essere ciò che viene definito Hot Wallet (ovvero “wallet caldo”). Un Hot Wallet è pronto per l’utilizzo su qualsiasi applicazione decentralizzata in quanto sempre connesso ad Internet e, quindi anche maggiormente esposto al rischio di un possibile attacco informatico.
Invece, la cassaforte potrebbe essere ciò viene chiamato Cold Wallet (“wallet freddo”), un wallet non necessariamente connesso ad Internet e quindi meno attaccabile da un hacker.
In entrambi i casi saremo gli unici responsabili delle monete. Sarà quindi necessario imparare al meglio come funzionano e come proteggerli, così da evitare di commettere errori irreversibili o difficilmente risolvibili.
Solitamente gli hot wallet sono gratuiti. Ne esistono centinaia di tipi le cui differenze sono minime; il fine è sempre lo stesso: poterci permettere di interagire con le nostre monete.
Esistono due tipologie di hot wallet: le estensioni di browser e le applicazioni desktop.
Le prime, una volta scaricate appariranno nel browser in alto a destra dell’URL. Solitamente vengono scelti per l’utilizzo delle applicazioni decentralizzate, in quanto si tratta dei wallet più immediati. Phantom wallet e MetaMask sono tra i più noti, ma nuovi nomi come Rabby Wallet si stanno facendo strada.
Invece, le applicazioni desktop devono essere scaricate e installate nel nostro computer. Per funzionare utilizzano un’applicazione tutta loro, esattamente come un qualsiasi altro programma per pc. La procedura è quindi più macchinosa ma comunque piuttosto semplice.
Anche i cold wallet si dividono in due categorie, anche se non ne esiste una scelta così ampia: hardware wallet e software wallet. Entrambe sono applicazioni che vengono installate sul computer o cellulare, ma la prima tipologia ha anche una componente fisica che serve per confermare ogni transazione.
Avere una componente hardware è fondamentale per poter prevenire quasi tutte le minacce hacker: anche se qualcuno riuscisse ad accedere al vostro computer gli mancherebbe l’oggetto reale che conferma ogni transazione. Geniale, no?
A differenza di altri, gli hardware wallet (chiamati impropriamente chiavetta crypto o chiavetta per criptovalute) hanno un costo. Le aziende migliori che attualmente li producono sono due: Ledger e Trezor.
Ledger produce diversi modelli: Nano X, Nano S Plus, Flex e Stax. Qui trovi il link allo store Ledger, dove potrai acquistare il tuo dispositivo. Di seguito, invece, ecco un articolo per approfondire Trezor.
Un chiarimento importante: a prescindere dal wallet che si utilizza, è necessario dichiarare tutte le criptovalute in proprio possesso se si è residenti in Italia. In caso di plusvalenze realizzate, si dovranno anche pagare le relative tasse.
Come scegliere il wallet crypto giusto
Scegliere il wallet crypto giusto non significa trovare “il migliore in assoluto”, ma quello più adatto alle tue esigenze. La scelta dipende principalmente da quattro fattori: capitale investito, modalità di utilizzo, livello di esperienza e approccio alla custodia.
Quanto capitale vuoi custodire?
Il primo criterio è l’importo che intendi detenere.
Se stai muovendo piccole somme o sei in fase di apprendimento, un software wallet può essere più che sufficiente. È pratico, gratuito e ti permette di prendere confidenza con invii, ricezioni e interazione con le DApp.
Se invece detieni cifre più importanti o stai costruendo un portafoglio di lungo periodo, un hardware wallet diventa una scelta quasi obbligata. La protezione offline della chiave privata riduce drasticamente il rischio di attacchi informatici.
In una logica “compra e dimentica”, esiste anche l’opzione del paper wallet, cioè la generazione e conservazione fisica delle chiavi private senza alcun dispositivo connesso. È una soluzione estrema, adatta solo a chi non ha necessità operative e vuole esclusivamente custodire nel lungo periodo. In questo caso, la gestione corretta del supporto fisico diventa cruciale.
Come utilizzi le criptovalute?
Non tutti usano le crypto allo stesso modo.
Se fai trading frequente o operi in DeFi, un hot wallet (come estensione browser) è spesso la soluzione più comoda. Ti permette di collegarti rapidamente alle applicazioni decentralizzate e firmare transazioni in pochi secondi.
Se invece il tuo obiettivo è accumulare e conservare nel tempo (holding), un cold wallet è più indicato. In questo caso la priorità non è la velocità operativa, ma la protezione delle chiavi private.
Molti utenti esperti adottano una strategia ibrida: hot wallet per operatività quotidiana e hardware (o soluzione offline) per la custodia principale.
Che livello di esperienza hai?
La semplicità è un fattore chiave.
Un principiante potrebbe preferire un’interfaccia intuitiva e guidata. Un utente più esperto potrebbe invece dare priorità a compatibilità multi-chain, gestione avanzata dei permessi o integrazione con dispositivi hardware.
È importante non sovrastimare le proprie competenze: nella gestione delle chiavi private, l’errore umano è il rischio principale.
Custodial o non-custodial?
Infine, devi decidere quanto controllo vuoi avere.
Un wallet custodial (come quello di un exchange) è più semplice, ma implica fidarsi di un intermediario. Un wallet non-custodial ti rende pienamente responsabile dei fondi: maggiore libertà, ma anche maggiore responsabilità.
Non esiste una risposta universale. La scelta migliore è quella che bilancia sicurezza, praticità e consapevolezza personale.
Prima di decidere, chiediti: sono pronto a gestire in autonomia le mie chiavi private? Se la risposta è sì, il passo verso la self-custody è naturale. Se la risposta è no, forse è meglio procedere gradualmente.
In sintesi: quale wallet fa per te?
- Vuoi massima sicurezza e non devi fare operazioni frequenti?
Scegli un hardware wallet (Ledger o Trezor). - Usi spesso DeFi, NFT o DApp?
Scegli un software wallet non custodial (MetaMask, Phantom, Rabby), meglio se collegato ad un hardware wallet. - Investi a lungo termine e vuoi “comprare e dimenticare”?
Hardware wallet oppure paper wallet offline. - Sei principiante e vuoi semplicità assoluta?
Wallet custodial su exchange (con consapevolezza dei rischi). - Usi principalmente lo smartphone?
Wallet mobile come Trust Wallet o Phantom.
Da anni, come realtà divulgativa sul suolo italiano riceviamo richieste su quale sia la metodologia più efficace per custodire le proprie criptovalute. L’utilizzo di un software wallet open source collegato ad un hardware wallet è senza dubbio l’alternativa più efficace che combina sicurezza con semplicità d’uso.
Ricorda, inoltre, che il possesso di criptovalute è soggetto ad obbligo dichiarativo. A partire dal 2026, inoltre, le plusvalenze sono soggette ad un’aliquota del 33% mentre, le plusvalenze generate fino al 2025 rientrano in un’aliquota al 26%.
Per essere in regola con le dichiarazioni e con i calcoli delle tue plusvalenze, utilizza Ta.tax, il nostro partner per gestire una corretta posizione fiscale.
I migliori wallet software e app
I software wallet sono la scelta più comune per iniziare a gestire criptovalute in autonomia. Sono pratici, gratuiti e si installano in pochi minuti come app mobile/desktop o estensione browser.
Per questo motivo, vengono usati ogni giorno per inviare e ricevere crypto, connettersi alle DApp, scambiare coin e token, ed interagire con i protocolli DeFi.
La differenza la fanno tre fattori: compatibilità con le blockchain che usi, semplicità dell’interfaccia e livello di sicurezza (soprattutto rispetto a phishing e permessi concessi alle DApp).
Qui sotto trovi una selezione dei migliori wallet software più usati e affidabili, con pro, contro e casi d’uso tipici, insieme ai link che ti rimandano alle nostre guide complete, per scegliere l’opzione migliore per la miglior custodia per le tue criptovalute.

Metamask
Metamask è il wallet non custodial più utilizzato al mondo, con oltre 100 milioni di account. Nato nel 2016 e sviluppato da Consensys, nasce come wallet per Ethereum, ma oggi supporta tutte le blockchain EVM e altre reti, come Bitcoin e Solana.
Sebbene vi sia una licenza per l’utilizzo commerciale, il codice di Metamask è open source e verificabile da chiunque.
È disponibile come browser wallet (per browser com Chrome, Brave e Firefox) e come app mobile, disponibile direttamente su App store e Play store. Consigliamo di effettuare il download partendo sempre dal sito ufficiale.
Tra i principali punti di forza troviamo una semplicità d’uso ed una compatibilità con tutte le principali piattaforme DeFi. Dalla sua interfaccia è possibile creare infiniti indirizzi, collegare dispositivi hardware, effettuare swap, bridge, nonché inviare e ricevere criptovalute su decine di differenti blockchain.
Perfetto per le attività quotidiane, l’utilizzo di Metamask senza hardware wallet ci esponde a rischi di phishing e permessi alle Dapp. Per un corretto utilizzo, ti consigliamo di leggere la nostra guida ufficiale di Metamask, dove trovi un tutorial pratico e qualche accortezza per mettere al sicuro le tue criptovalute.
Exodus
Exodus è un wallet software non custodial pensato principalmente per desktop, ideale per chi desidera gestire le proprie criptovalute da PC con un’interfaccia chiara e intuitiva. Come per Metamask, tuttavia, sono state integrate anche le versioni per browser e per mobile. Ricordati di scaricarlo dal sito ufficiale di Exodus.
Nato nel 2015, Exodus è stato sviluppato da Exodus Movement, Inc., una società con sede a Parigi che oggi è quotata sul New York Stock Exchange (NYSE) con il ticker EXOD.
Una delle sue caratteristiche peculiari è la possibilità di utilizzarlo in versione offline, riducendo i rischi legati ad un’esposizione alla rete. A differenza di Metamask, il codice non è completamente open source e non dispone di prove di autenticazione a due fattori. È possibile connetterlo ad hardware wallet, così da beneficiare di una sicurezza aggiuntiva.
Leggi la nostra guida completa a Exodus per utilizzarlo al meglio delle sue potenzialità.
Phantom
Phantom è il wallet non custodial di riferimento per l’ecosistema Solana, ma negli ultimi anni ha esteso il supporto anche ad altre blockchain come Ethereum e Bitcoin.
Il wallet vede la luce nel 2021 e sin da subito si differenzia grazie a tre fattori chiave: velocità, integrazione totale con le DApp e gestione nativa degli NFT. Phantom, infatti, nasce in un periodo di forte espansione per l’ecosistema Solana, offrendo semplicità d’uso e guadagnando trazione, fino a diventare il wallet di riferimento per l’ecosistema.
Phantom è facilmente integrabile con hardware wallet per una maggiore sicurezza anche se, il codice del wallet è closed source.
Nella nostra guida completa a Phantom wallet trovi tutte le specifiche necessarie, insieme ad un tutorial pratico per conoscere a pieno le funzionalità offerte.
Trust Wallet
Trust Wallet è un wallet non custodial nato nel 2017 e successivamente acquisito da Binance. Oggi rappresenta una delle soluzioni più utilizzate in ambito mobile, soprattutto da chi desidera gestire criptovalute direttamente da smartphone in modo semplice e veloce.
A differenza di MetaMask, che nasce come estensione browser, Trust Wallet è infatti progettato principalmente come app mobile per iOS e Android. L’esperienza è pensata per essere intuitiva anche per chi è alle prime armi, pur mantenendo un buon livello di controllo per utenti più avanzati.
Essendo un hot wallet, anch’esso richiede attenzione nella gestione della seed phrase e delle autorizzazioni concesse alle applicazioni decentralizzate.
Una buona soluzione per mobile, ed un ottima alternativa anche per dispositivi fissi. Trovi la nostra guida completa a Trust Wallet sul nostro sito.
Per concludere, segnaliamo anche:
- Electrum, wallet dedicato esclusivamente a Bitcoin
- Rabby Wallet, soluzione orientata alla DeFi con maggiore controllo sui permessi

Per chi preferisce una custodia tramite terze parti in Italia, esistono alternative custodial come Conio e Young Platform.
I migliori wallet hardware per criptovalute
Un hardware wallet è un dispositivo che permette di custodire le proprie crypto in massima sicurezza, ovvero:
- Detenendo il controllo al 100% (tu sei l’unico possessore della seed phrase e chiave privata del wallet)
- Detenendo il tutto offline (essendo il wallet fisico, le operazioni sensibili come la firma delle transazioni avvengono sempre senza connessione ad internet)
Sono due aspetti molto importanti e che possono fare la differenza, soprattutto quando si inizia a detenere somme rilevanti di crypto.
Se il primo è valido per qualsiasi wallet (anche uno online, come MetaMask), il secondo invece è la caratteristica chiave dei wallet hardware, ed è ciò che li rende più sicuri.
Se utilizzando un wallet software installato sul proprio PC è più facile incorrere in truffe che ce lo svuotano, con un corrispettivo fisico ciò è più raro.
Bada bene: occorre anche in questo caso prestare molta attenzione agli aspetti di messa in sicurezza soprattutto della propria frase di recupero, ma quantomeno non c’è possibilità che un attaccante possa sottrarci tali dati dal PC, essendo archiviati direttamente sul dispositivo offline.
Se vuoi approfondire queste tematiche, abbiamo creato un corso gratuito dedicato proprio alla sicurezza delle crypto, che ti consiglio di seguire.
Ledger vs Trezor: quale scegliere
Esploriamo insieme, quindi, quali sono alcune delle principali alternative sul mercato.
Ledger
( remind, manca articolo ledger) Ledger è l’azienda leader mondiale nel settore degli hardware wallet. Fondata nel 2014, ha venduto milioni di dispositivi in tutto il mondo ed è considerata uno dei punti di riferimento per la custodia crypto.
I modelli principali sono:
- Ledger Nano X
- Ledger Nano S plus
- Ledger Stax
- Ledger Flex
I dispositivi Ledger utilizzano un Secure Element certificato, lo stesso tipo di chip impiegato nelle carte di credito, progettato per proteggere le chiavi private da attacchi fisici e software.
Attraverso l’app Ledger Live è possibile gestire centinaia di criptovalute, installare applicazioni dedicate alle varie blockchain e collegare il dispositivo a wallet software come MetaMask o Phantom per firmare le transazioni in sicurezza.
Tra i punti di forza troviamo:
- elevato standard di sicurezza
- compatibilità con numerose blockchain
- integrazione con wallet DeFi
Di contro, il firmware non è completamente open source e il dispositivo ha un costo iniziale.
Per approfondire modelli, differenze e configurazione, trovi la nostra guida completa dedicata a Ledger.
Trezor
Trezor è stato il primo hardware wallet al mondo, lanciato nel 2014 dalla società SatoshiLabs.
A differenza di Ledger, Trezor punta fortemente sulla filosofia open source: il codice del firmware è pubblico e verificabile dalla community.
I modelli principali sono:
- Trezor Model One
- Trezor Model T
Trezor offre un’interfaccia semplice e una gestione diretta tramite Trezor Suite, un software dedicato che consente di monitorare il portafoglio e firmare transazioni.
Anche in questo caso, la chiave privata non lascia mai il dispositivo. Ogni operazione deve essere confermata fisicamente tramite i pulsanti o lo schermo touch (nel Model T).
Tra i vantaggi troviamo:
- firmware open source
- elevata trasparenza
- semplicità di utilizzo
Rispetto a Ledger, l’architettura di sicurezza è differente e non utilizza un Secure Element proprietario.
Nella nostra guida dedicata trovi un confronto completo tra Trezor e Ledger, così da scegliere l’hardware wallet più adatto alle tue esigenze.
Se cerchi informazioni specifiche rispetto alle migliori alternative sul mercato, non perdere la nostra guida definitiva sugli hardware wallet.
Sicurezza wallet crypto: seed phrase, backup e errori da evitare
Nel mondo crypto, la sicurezza non è un’opzione: è una responsabilità personale. A differenza del sistema bancario tradizionale, non esiste un call center da contattare se perdi l’accesso ai tuoi fondi. Se sbagli, paghi tu e il prezzo, è la perdita dei tuoi fondi.
Che tu utilizzi un software wallet o un hardware wallet, la protezione delle chiavi private e della seed phrase è il punto centrale di tutta la tua operatività. Una configurazione fatta male, un backup gestito con superficialità o un clic su un sito di phishing possono compromettere anni di risparmi in pochi secondi.
Per questo motivo, prima ancora di parlare di rendimenti o strategie, è fondamentale capire come mettere davvero al sicuro il proprio wallet crypto.
Cos’e la seed phrase e come conservarla
Che stiamo generando un hot o un cold wallet, alla base ci sono sempre 12, 18 o 24 parole di ripristino, note come seed phrase.
La seed phrase è come una password aggiuntiva che va a coprire le chiavi private, anche se queste ultime sono già crittografate. Per esempio, se volessimo connetterci al nostro wallet da un altro dispositivo, basterebbe inserire la frase per ripristinare il nostro wallet e rientrare in possesso delle nostre monete. Ecco un esempio di 12 parole:
surround absent recycle all
nuclear hotel arch code
glimpse stuff middle track
Questi termini dovranno essere trascritti su un foglio di carta o agenda adibita a questo. Chi avrà le parole sarà il proprietario del wallet, quindi è imperativo tenerle al sicuro.
Sconsigliato conservarle su documenti informatici in quanto si è esposti a possibili attacchi; la prudenza non è mai troppa.
È importante capire che la seed phrase funge solo da elemento di ripristino in caso di perdita del wallet o di re-installazione di esso su un altro dispositivo.
Infatti, per fare login su un wallet installato sul computer, browser o smartphone dovremo semplicemente immettere la password scelta alla creazione del portafoglio stesso.
Anche in questo caso, scegliamo comunque una parola d’ordine valida e non scontata. Proteggere il nostro wallet con una frase tipo ciao123 sarebbe un rischio, soprattutto se il wallet stesso è installato su un dispositivo portatile e che può cadere in mani altrui.
Vediamo cosa NON fare per evitare il più possibile i pericoli:
- Evitare di memorizzarla e basta;
- Non salvare la seed phrase su cloud o dispositivi informatici, anche se il file fosse protetto;
- Non diffonderla;
- Evitare di salvarla su supporti deperibili (come la carta);
- Mai scriverla se richiesta; unica eccezione è il recupero dei nostri fondi, ma per il resto non farlo: si tratterebbe certamente di una truffa atta a sottrarre le criptovalute dei malcapitati;
- Non portarla mai con sé.
E ora ecco le pratiche da seguire:
- Trascrivere sempre la seed phrase su un supporto fisico, come le apposite placchette metalliche, così da non correre alcun rischio anche in caso di allagamenti o incendi;
- Conservarla in un luogo segreto e sicuro; per i grandi importi, l’ideale può essere una cassetta di sicurezza bancaria;
- Se proprio volessimo salvarla su carta, trascrivere su due copie da posizionare in luoghi diversi;
- Nel caso dovessimo portarla con noi, non lasciarla in oggetti facilmente smarribili.

In ogni caso, ripetiamo, MAI DIFFONDERLA.
Per incrementare la sicurezza esistono soluzioni atte a criptare la seed phrase, che aumentano però la complessità operativa.
Negli anni, abbiamo ricevuto centinaia di richieste da parte di utenti coinvolti in hack o furti di criptovalute. Rammentiamo, infatti, che per una custodia efficace è necessario un alto livello di sicurezza e questo è ancor più importante di gestire una corretta allocazione del proprio portafoglio.
Per saperne di più su custodia e sicurezza, abbiamo preparato un corso dedicato sulla nostra piattaforma di formazione. È gratuito, fruibile da tutti e comprende anche dei quiz di autovalutazione… cosa stai aspettando? Buono studio!
Come creare un wallet crypto: guida passo-passo
Creare un portafoglio di criptovalute è un’operazione molto semplice che, tuttavia, va eseguita con attenzione. Ricordiamo, infatti, che il nostro wallet crypto è l’unico punto di accesso ai nostri fondi, ed è fondamentale gestirlo e custodirlo con cura.
Che tu scelga un software wallet o un hardware wallet, la procedura è molto simile. Per non incorrere in errori drammatici, vediamo insieme la procedura step by step.
1. Scegli il tipo di wallet
Per prima cosa, decidi quale tipologia di wallet utilizzare.
- Software wallet: ottimo per l’attività quotidiana e per piccoli importi, meglio se collegato ad hardware wallet.
- Hardware wallet: indicato per una custodia di massima sicurezza, collegabile ad un software wallet per praticità.
- Wallet custodial (exchange (nuovo link) o terze parti): ideale per utenti alle prime esperienze. L’auto custodia comporta rischi, pertanto per utenti alle prime armi un exchange come Binance o un broker come Trade Republic sono ottime alternative.
- Paper wallet: ideale per una custodia “compra e dimentica”.
Qualunque sia la tua scelta, procedi sempre attraverso i siti ufficiali. Il phishing è una tra le prime cause di furti di criptovalute.

2. Installa e crea un nuovo wallet
Una volta installata l’applicazione o l’estensione browser, bisognerà procedere selezionando l’opzione “crea nuovo wallet”.
In questa fase il sistema genererà automaticamente:
- Una chiave privata
- Una chiave pubblica
- Una Seed Phrase per il recupero del tuo account
Il processo avverrà in automatico, non dovrai fare nulla manualmente. La generazione avviene in modo crittografato e casuale.
N.B. Se selezioni l’opzione hardware wallet, il processo avverrà direttamente sul dispositivo fisico.
3. Salva correttamente la seed phrase
Questo è il passaggio più importante. Ripetiamo ancora una volta: la seed phrase è l’unico modo per ripristinare l’accesso al tuo wallet ed accedere ai tuoi fondi. Persa quella, hai perso i tuoi fondi!
Ti verrà mostrata una serie di parole, generalmente possono essere 12-16-18 oppure 24 parole. Quella è la tua seed phrase, l’unico metodo per recuperare il wallet in caso di smarrimento o cambio dispositivo.
Regole fondamentali per una buona custodia:
- Trascrivila su un supporto fisico: un foglio di carta oppure, maggiormente consigliato, una lastra di alluminio o acciaio
- Non fare screenshot
- Non salvarla su cloud
- Non inviarla via mail
- Non condividerla MAI con nessuno
Chi possiede la TUA seed phrase, possiede i TUOI fondi. Per diventare un padrone nella custodia, leggi la nostra guida completa su come custodire la tua seed phrase.
4. Imposta una password sicura
Dopo aver salvato la seed phrase (e successivamente inserita nella registrazione per verificarla) ti verrà chiesto di creare una password per accedere al wallet dal tuo dispositivo.
Questa password servirà solamente per accedere al wallet nel dispositivo in cui è stato generato. Per accedere su un qualsiasi dispositivo diverso, servirà inserire la seed phrase.
Consigliamo di utilizzare una password sicura ed univoca, o, ancor meglio, generata tramite un password manager. In caso di utilizzo di un software wallet senza hardware, se un malintenzionato entrerà in possesso del tuo dispositivo, la password sarà l’unica salvaguardia per i tuoi fondi.
5. Aumenta il livello di sicurezza (se necessario)
Come consigliato in precedenza, un software wallet è ottimo per praticità e per utilizzo quotidiano. Essi, tuttavia, supportano il collegamento tramite hardware wallet.
Ciò consente di utilizzare un’interfaccia semplice, come Metamask o Phantom, ma accedendo ad un wallet e ad una seed phrase generati tramite un dispositivo fisico. Per farlo, basterà semplicemente accedere al software wallet e selezionare l’opzione “connetti portafoglio hardware”.
Arrivato a questo punto, quindi, sei pronto per custodire le tue criptovalute in sicurezza, scegliendo gli strumenti di custodia adatti per le tue necessità
Conclusioni su wallet crypto
Arrivati alla fine di questo articolo hai tutte le carte in regola per capire quale wallet si adatta maggiormente alle tue esigenze. Grazie ai nostri tutorial potrai muoverti in completa autonomia.
Ricorda che avere delle criptovalute significa anche acquisire responsabilità verso i propri fondi. Infatti, a differenza delle valute fiat, questi nuovi asset digitali non hanno garanzie e ogni azione che compiamo è irreversibile, sia che si tratti di un click sbagliato, sia che si tratti di un’ingiustizia.
Stessa cosa per quanto riguarda gli attacchi hacker, uno dei motivi principali per cui non dovremo limitarci a stare attenti solo a password e seed phrase, ma anche all’incolumità del dispositivo.
Per uno step ulteriore nella protezione delle nostre chiavi e password, ecco qualche accortezza extra:
- Avere un buon antivirus;
- Collegare un hardware wallet come Ledger o Trezor al suo software wallet preferito.
- Utilizzare una VPN. NordVPN è la migliore in circolazione e grazie al nostro referral NordVPN potrai averla a prezzo super scontato;
- Creare e utilizzare una password diversa per ogni sito;
- Usare una macchina dedicata alle operazioni finanziarie. In questo modo il computer sarà adibito solo a quella specifica funzione. Sarà quindi meno probabile incorrere in virus e malware.
Che dire, buoni investimenti e massima attenzione, alla prossima.
Segui il nostro corso gratuito sulla sicurezza per vivere più serenamente il tuo viaggio nel mondo delle criptovalute.
Domande Frequenti
Non esiste nessun wallet che ci consente di non pagare le tasse crypto in Italia. Dal 2026 il possesso di criptovalute è soggetto all’obbligo di dichiarazione e le plusvalenze sono soggette ad un’aliquota del 33%, senza alcuna distinzione sulla tipologia di wallet che venga utilizzato per la custodia. Per la dichiarazione del 2025, vige l’aliquota al 26% sulle plusvalenze, senza tuttavia la franchigia di 2.000 euro. (link pillar tasse crypto)
Per dubbi, calcoli dei saldi e delle plusvalenze, puoi consultare Ta.Tax!
Per trasferire criptovalute da exchange a wallet sono necessari pochi passaggi: (Link pillar exchange)
- Seleziona la criptovaluta da prelevare e il network.
- Copia l’indirizzo del tuo wallet di riferimento: il tuo wallet deve supportare la criptovaluta ed il network selezionati sull’exchange.
- Invia la transazione.
In pochi minuti, la transazione sarà confermata e le criptovalute arriveranno sul tuo wallet.
Un hardware wallet è un dispositivo fisico che ci garantisce uno dei gradi massimi di sicurezza per la custodia delle criptovalute. Con un hardware wallet come Ledger Nano X possiamo generare e custodire offline la nostra seed phrase, firmare transazioni con il dispositivo e metterci al sicuro da molteplici truffe digitali.
Per informazioni specifiche, trovi le nostre guide su Ledger e Trezor. (link a ledger da modificare)
Ogni wallet non è come un conto bancario e qualsiasi wallet è disponibile in ogni paese. L’utilizzo di un software wallet collegato ad un hardware wallet è tra le migliori soluzioni.
Per chi cerca alternative made in Italy, Conio e Young Platform sono due ottime soluzioni: piattaforme internazionali con sede in italia, per chi cerca una custodia semplice e gestita da aziende con sede nel proprio paese.