Bitcoin 2025: recap dell'annata
Il 2025 di bitcoin in pochi minuti? Esattamente: ecco un articolo che fa un recap dell'annata appena trascorsa e getta le basi per bitcoin 2026!
Indice
Bitcoin 2025: grazie e tanti saluti!
L’anno nuovo è appena iniziato e il momento è perfetto per fare il resoconto bitcoin 2025.
Seppur abbiamo chiuso gli ultimi 12 mesi in contenuta perdita, il 2025 di Bitcoin è stato migliore di quello che si potrebbe pensare guardando solo il grafico. Le motivazioni sono differenti, tra cui l’arrivo massivo degli istituzionali, dei clienti retail e delle riserve statali e aziendali.
Nel complesso, possiamo dire che Bitcoin, non intesa come criptovaluta ma nell’insieme, sia ulteriormente cresciuta. Poco importa se la price action di fine anno è andata male: i fondamentali sono migliorati, le fondamenta sono più solide e possiamo guardare con fiducia al futuro.
In questo articolo faremo un lavoro su tre step. Prima di tutto guarderemo il grafico bitcoin 2025 e scopriremo come la crypto si è mossa negli ultimi 12 mesi. Dopo passeremo a fattori di crescita e sviluppo che toccano i fondamentali. Infine, ci proietteremo al 2026.
Se desideri approfondire ulteriormente quanto accaduto nel 2025, per prepararti al meglio al nuovo anno, non perdere la newsletter di venerdì 2 gennaio: ci sarà un focus on proprio su questo tema. Se non l’hai già fatto, iscriviti subito!
Grafico bitcoin 2025: com'è andata
Cominciamo questo viaggio con il grafico BTC/USD di TradingView (abbonati e ottieni il nostro bonus) relativo al 2025. Per la massima chiarezza, abbiamo suddiviso il tutto in blocchi che andremo a commentare uno a uno. L’obiettivo di questo processo è duplice:
- Rivedere quanto è accaduto nel 2025, così da rivalutare in parte un’annata che da molti è considerata deludente.
- Iniziare il 2026 con il piede giusto e il quadro ben fissato in mente, così da non perdere la bussola.
Parola al grafico e, in seguito, ai commenti.

Osservando l’area 1, torniamo indietro di un oltre un anno. A settembre 2024, BTC iniziò una cavalcata trionfale che portò ai tanto sognati 100.000 dollari, toccati per la prima volta nella storia a dicembre 2024. Un mese dopo, a gennaio 2025, arrivammo ad accarezzare i 110.000 dollari, nuovo All-Time High che generò tantissima esaltazione.
Nello stesso periodo altre criptovalute vissero grande hype, prima tra tutte SOL di Solana. Qui ci fu la complicità del comparto memecoin, spinto dall’arrivo di $TRUMP e, in parte minore, di $MELANIA. Resta il fatto che SOL si avvicinò ai 300 dollari per esemplare.
Tuttavia, la festa fu di breve durata: entra in scena l’area 2. Questa fase fu caratterizzata da una correzione piuttosto marcata. Concentrandoci su BTC, arrivammo anche al di sotto degli 80.000 dollari: una perdita di oltre il 30% del valore nel periodo fine gennaio-inizio aprile.
Una fase simile era del tutto naturale e servì come base per i mesi a seguire. L’area 3 mostra infatti una crescita decisamente più sostenibile rispetto a quella precedente: meno impulsi verticali e meno esaltazione, ma comunque tanta sostanza e stabilità. Da aprile fino a settembre questa è stata la storia di BTC, vissuta per buona parte al di sopra dei 100.000 dollari.
A ottobre 2025, entriamo nella storia recente, la coin ha dato un impulso più secco, andando ad attaccare con successo i massimi storici e ritoccandoli non di poco a quota 126.080$ (dati CoinGecko).
Confidavamo tutti in un proseguimento su questi binari, complice l’arrivo di mesi che di recente ci avevano dato buone soddisfazioni. Purtroppo non è stato così: l’area 4 mostra come buona parte di ottobre e tutto novembre siano stati al ribasso. Addirittura siamo arrivati a perdere i 100k, una cosa che sembrava ormai impossibile per i più ottimisti, ma realistica per chi mantiene un approccio neutrale.
Da dicembre in poi, BTC si è infine piazzata a quota di crociera (zona 5). Sappiamo però che difficilmente potrà restare qui a lungo: prima o poi, qualcosa dovra succedere.
Giusto una considerazione: in passato i 100.000 dollari sembravano un miraggio, ora invece erano diventati quasi la normalità. Il 2025 viene etichettato da alcuni come “un fallimento” o comunque un anno negativo. Oggettivamente, BTC ha perso però solo il 6,5% (dato aggiornato al 29/12); considerando tutti i fattori in gioco, non si tratta di certo di un disastro.
Insomma, giusto guardare sempre più in alto, ma riducendo lo zoom del grafico noteremo subito che i 90, gli 80 e persino i 70.000 dollari sono quote che fino a pochi anni fa erano inimmaginabili. In ogni caso, ciò non significa che BTC non crescerà più. A livello di fondamentali il 2025 è stato un anno ottimo e il prezzo potrà beneficiarne in futuro; approfondiamo!
Oltre il prezzo: Bitcoin in crescita
Se il 2024 fu l’anno dell’arrivo degli ETF spot, il 2025 è stato all’insegna del consolidamento e dello sdoganamento dell’asset class.

Volumi cumulativi degli ETF spot bitcoin nel 2025: crescita netta rispetto al 2024. Fonte Yahoo Finance via The Block
Gli ETF spot su BTC sono diventati quasi mainstream (utilizziamo il “quasi” perché c’è ancora tanto margine), diffondendosi nei portafogli degli investitori retail e delle società che desiderano aggiungere quel pizzico in più di diversificazione. Non solo: importanti fondi ed emittenti, primo tra tutti BlackRock, hanno promosso in continuazione gli ETF e suggerito sempre più di includerne una piccola percentuale nel portafoglio.
Andiamo però oltre gli Exchange Traded Fund, dato che ne abbiamo parlato di frequente. Un trend netto del 2025 è stato quello delle riserve, siano esse societarie che governative.
Partendo dalle prime, sempre più aziende decidono di convertire parte del capitale in BTC a scopo di riserva. Il senso dell’operazione è sia di guadagno nel lungo periodo, grazie all’apprezzamento della coin che più o meno tutti si aspettano, sia protettivo. In tempi sempre più complessi, con debito, inflazione, transizioni e tensioni all’ordine del giorno, bitcoin assume il ruolo di riserva di valore nonostante la volatilità resti ancora decisamente alta. Chi acquista BTC pensandola in questo modo non segue l’andamento di breve o medio periodo, ma ragiona sul mantenere a lungo l’asset in portafoglio.
Proseguendo, ora anche gli Stati vogliono BTC nelle proprie casse. Su questo trend ha contribuito non poco il cambio della guardia alla Casa Bianca. L’amministrazione Trump è stata decisamente pro-crypto, sollevando anche non pochi dubbi riguardo i conflitti d’interesse tra la posizione del presidente e progetti come World Liberty Financial, riconducibile alla famiglia Trump.
In ogni caso, l’approccio degli States ha portato diversi Paesi a cambiare idea verso le criptovalute, ragionando seriamente sul detenere soprattutto dei bitcoin come riserva strategica. Vi è da dire che non tutti la pensano in questo modo: proprio l’Italia continua a mostrare una certa ostilità verso il settore; l’ultima trovata è l’aumento dell’aliquota sulle plusvalenze al 33%, unica asset class colpita da tale imposta nel nostro Paese.
Tornando alle buone notizie, vi è in generale una percezione diversa nei confronti delle crypto, più positiva, anche se c’è tantissimo lavoro da fare soprattutto lato informazione. In questo senso, Bitcoin ha guadagnato posizioni e prestigio, divenendo meno tabù e generando apertura tra il grande pubblico, nonché tra gli istituzionali.
Se a ciò sommiamo che non cambiano tecnologia e tokenomics, possiamo affermare che i fondamentali di Bitcoin si siano fortificati nel corso del 2025 e, salvo brutte sorprese, proseguiremo su questi binari nel 2026.
Quale futuro per bitcoin?
Il grande interrogativo che resta sempre sul banco è quale sarà il futuro di bitcoin. O meglio, come sarà il 2026.
Se ci concentriamo su Bitcoin con la B maiuscola, quindi sull’infrastruttura vera e propria, possiamo aspettarci cose positive. Il progetto prosegue sulla sua strada e non sono in vista avvenimenti particolari quali hard fork o halving (quest’ultimo accadrà nel 2028). All’orizzonte vediamo una struttura sempre più matura e conosciuta, che conserverà al tempo stesso le caratteristiche che la rendono così speciale.
Lato moneta, bitcoin sta consolidando le basi sempre più nel mondo tradizionale. Quindi, complessivamente c’è dell’ottimo sui fondamentali dell’intero progetto.
Diverso il discorso tecnico. Il 2026 eredita la grande indecisione che ha caratterizzato l’autunno e parte dell’inverno 2025. Le previsioni in circolazione spaziano da chi pensa che recupereremo e punteremo ai 150/200.000 dollari a chi vede inevitabile il crollo addirittura fino ai 50/60.000.
Osservando il quadro da dove ci troviamo, è impossibile sbilanciarsi sia verso l’alto che verso il basso. L’unica cosa che possiamo davvero fare è analizzare costantemente i livelli, i volumi, gli indicatori e i segnali di mercato per leggere la situazione al meglio. Quindi, sarà fondamentale restare sempre sul pezzo, ma per questo ci sono le nostre analisi su Telegram, YouTube e su questo portale.
Per puntare a un 2026 di nuovi record, dovremo recuperare diversi livelli, tra cui ovviamente i 100.000 dollari. Sarà necessario un retest continuo e la domanda dovrà costantemente superare l’offerta per infondere fiducia e spingere la quotazione. Al momento questo scenario è poco probabile, ma il vento può cambiare in un attimo.
Quanto ai ribassi, saranno necessari nuovi attacchi da parte dell’offerta e ulteriore debolezza lato domanda. Per adesso si è trovato un equilibrio, ma il futuro è tutto da scrivere.
In ogni caso, il 2026 dirà la sua e sarà un’altra pagina di storia da aggiungere al “libro di Bitcoin”. Abbiamo lasciato fuori dal discorso tanti fattori che avranno il loro peso quali le politiche economiche e monetarie, in un’epoca di grandi cambiamenti e dove la fiscal dominance domina la scena. Ne parleremo in un articolo dedicato che uscirà sabato 3, nel pomeriggio.
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