Cosa sta succedendo alle crypto?
Di Gabriele Brambilla
Criptovalute nel pieno della tempesta e che registrano crolli da ricordare: che cosa sta succedendo alle crypto? Ecco quello che devi sapere

Introduzione al focus on
Le criptovalute ci stanno facendo passare un periodo particolarmente difficile, che dobbiamo mettere a fuoco per comprendere in che direzione stiamo andando.
Febbraio si è concluso già da una settimana e di certo non ci mancherà. Purtroppo, anche marzo è cominciato con il piede sbagliato, facendo segnare delle giornate di pesanti perdite. Se le criptovalute hanno dato il peggio, neppure gli asset tradizionali hanno fatto meglio.
Punto per punto, approfondiamo alcune tematiche e torniamo a concentrarci su ciò che conta nei momenti burrascosi: i fondamentali. In questo modo potremo decidere senza interferenze se un dato asset fa ancora al caso nostro, oppure se è giunto il momento di salutarlo. Al tempo stesso, potremo individuare delle opportunità e posizionarci a prezzi vantaggiosi.
Cominciamo!
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Indice
Giorni difficili per le crypto
Se stai leggendo questo articolo, di certo sarai in qualche modo coinvolto/a nel mondo delle criptovalute. Saprai quindi com’è andata nelle ultime settimane e probabilmente avrai anche i postumi dell’acidità di stomaco. Purtroppo è tutto normale: la volatilità dà, la volatilità toglie.
Queste giornate sono riassumibili da alcuni dati fondamentali:
- Il Fear and Greed Index di CoinMarketCap è in piena area Fear, segno che il mercato ha parecchia paura. E pensare che a fine novembre ci trovavamo dalla parte opposta, nel mezzo dell’Extreme Greed;
- La capitalizzazione totale del mercato (visibile poco sotto, fonte CMC) è passata dai massimi a oltre 3,7T di dollari a circa 2,9T: sono 800 miliardi in meno nell’arco di tre mesi;
- L’Altcoin Season Index è sotto la suola delle scarpe, approfondiremo in seguito;
- Negli ultimi 30 giorni, bitcoin ha perso il 9,5% di valore; Ethereum il 20%; Solana il 29,5%. Però c’è anche chi è rimasta in pari, come Ripple, e chi ha guadagnato, vedi Cardano.
Lo scenario è quindi molto incerto e può mettere in difficoltà gli investitori. A questo punto, entriamo più nel dettaglio e diamo spazio prima a BTC ed ETH, le due più importanti coin per capitalizzazione, poi a tutto il resto.
Bitcoin ed Ethereum
Bitcoin ed Ethereum: mondi che vivono un’epoca differente, ma accomunati dalle recenti incertezze. Vediamo qual è il rispettivo stato di salute sia dal punto di vista dei fondamentali che lato tecnico (aiutandoci con i grafici di TradingView).
Bitcoin: fondamentali
Sul piano fondamentale, BTC se la passa piuttosto bene per diversi motivi.
Innanzitutto, continua a conservare la leadership non solo in termini di market cap. La blockchain Bitcoin è infatti vista come il punto di riferimento assoluto per l’intero universo crypto: è la più vecchia (in senso positivo), la più sicura e realmente decentralizzata.
La coin nativa è vista sempre più come una riserva di valore, anche se la volatilità non manca e le impedisce di posizionarsi definitivamente come un’alternativa digitale all’oro.
Gli investimenti istituzionali sono positivi e sempre più fondi, inclusi quelli pensionistici, allocano una piccola percentuale del portafoglio sull’asset. Diversificazione è la parola d’ordine e BTC risponde perfettamente alle esigenze: relativamente giovane, innovativa, ben capitalizzata, storico affidabile e possibilità di guadagno importanti nel corso degli anni. Senza dimenticarci della scarsità: 21 milioni di esemplari massimi, impossibile scappare da questo assioma.
Infine, concentrandoci puramente sull’infrastruttura, questa blockchain resta una certezza. Sì, sarà lenta e limitata, ma non sbaglia un colpo e premia la sicurezza. Poi, con le alternative come Lightning Network, si possono pure superare i problemi relativi alle prestazioni.
Bitcoin: dati tecnici
Parliamo sempre di questa coin e quindi non vogliamo fare l’ennesimo punto della situazione. Perciò, saremo molto sintetici:
- Dopo i massimi storici ritoccati negli ultimi mesi, l’andamento si è collocato in un range laterale abbastanza noioso.
- La fine di febbraio ha cambiato lo scenario. Siamo scesi al di sotto del range, passando dai 95/96K a minimi intorno agli 84K, a momenti persino qualche migliaio di dollari in meno.
- La fase corrente vede BTC in timido recupero. Per cominciare, teniamo d’occhio i 90.000 dollari e le resistenze a 92,5K e 95K, poi ne riparleremo. Quanto ai supporti, massima attenzione agli 84K, seguono gli 80 e poi si scende ulteriormente.
Grafico BTC/USDT by TradingView, fonte dati Binance
Ethereum: fondamentali
La chain dove sono nati smart contract, DeFi e NFT non è in un periodo di buona forma.
In un articolo dedicato, avevamo parlato del perché Ethereum va male, esponendo delle cause per la perdita di valore. Quanto scritto in quella sede è ancora valido: il network subisce la pressione dei competitor ed è piuttosto frammentato.
Le alternative a questa infrastruttura sono ormai molte, alcune delle quali rapidissime, relativamente stabili e non frammentate/poco frammentate. Un esempio resta Solana, anche se la coin nativa SOL non se la passa troppo bene. L’Ethereum Foundation deve quindi agire per rispondere ai malumori della community e mantenere il vantaggio sulle rivali.
Ci sono però delle novità in arrivo. La più grande si chiama Pectra, update attesissimo che dovrebbe sbarcare a breve sulla mainnet dopo la messa online su Holesky (non senza difficoltà) e Sepolia. Concentrandosi sullo staking, l’aggiornamento prosegue sulla scia dei miglioramenti in ottica di gas fee e prestazioni.
Ethereum: dati tecnici
Abbondando un po’ nei calcoli, il valore di ETH si è praticamente dimezzato da inizio dicembre 2024 a oggi (da 4.000 dollari a 2.200). Il trend è negativo e, almeno per ora, non ci sono state le forze per una reazione valida. Tuttavia, il quadro potrebbe evolversi molto rapidamente.
Livelli da tenere monitorati:
- Supporti: 2.100$ e 2.000$ per cominciare;
- Resistenze: sono diverse, ma il primo traguardo di rilievo sarebbe il recupero dei 2,5K, puntando poi ai 2,8K.
Per saperne di più sulla lettura dei grafici, leggi i nostri articoli su supporti e resistenze e candele giapponesi. Trovi dei materiali utili anche sulla piattaforma di formazione The Crypto Gateway Learn.
Grafico ETH/USD by TradingView, fonte dati Coinbase
Altcoin in profondo rosso
Nel complesso, le altcoin se la stanno passando malissimo, tant’è che alcuni si interrogano sul futuro della categoria. Pur non essendo così apocalittici, effettivamente il comparto non dà alcun segno di ripresa e l’Altcoin Index di CMC è a livelli bassissimi.
Come possiamo leggere anche sul grafico, ci troviamo in piena Bitcoin Season. Ciò non significa che BTC se la sia passando bene, ma semplicemente che le altcoin hanno pochissima attenzione; i capitali in entrata sono principalmente indirizzati verso la regina delle criptovalute.
Le altcoin season sono dei periodi caratterizzati da grande frenesia, dove coin e token polverizzano record e fanno incassare enormi guadagni a chi le aveva acquistate nel momento giusto. Dovremo certamente aspettare un po’ di tempo prima di poterne vivere un’altra: siamo ben lontani da questo scenario.
I fattori che condizionano le altcoin sono diversi, tra cui l’inflazione data dalle memecoin. Sì perché il comparto meme, seppur sia percepito come qualcosa a parte, rientra a pieno titolo tra le alternative coin. Dopo il gran buffet di gennaio, il mondo meme sta perdendo tantissimo terreno (basta vedere i volumi di Pump.fun).
Vi sono poi altre motivazioni alla base di questa fase, tra cui, in un breve elenco non esaustivo:
- Sentimento generale del mercato
- Incertezze al di fuori del comparto crypto
- Difficoltà a macinare volumi per alcuni network
Tuttavia, ciò non significa che tutto il comparto alt se la stia passando male. Ci sono infatti realtà che vivono un momento più che positivo. Ecco alcuni nomi in grande spolvero:
- ADA, coin nativa di Cardano. Dopo una fase ribassista, ADA ha recuperato quasi interamente ed è tornata ai livelli di prezzo del dicembre scorso. Dopodiché ha nuovamente perso valore, riuscendo però a performare bene negli ultimi 30 giorni;
- S, coin nativa di Sonic, network “sostituto” di Fantom. Questa nuova realtà, frutto del rebranding, sta andando nella giusta direzione anche in termini di TVL e piattaforme;
- OM, dalla chain Mantra, specializzata in RWA. I Real World Assets sono sempre più ricercati anche dagli attori istituzionali importanti.
La spaccatura nelle altcoin ci ricorda che ogni progetto è a sé. L’analisi fondamentale è ancor più centrale per individuare i cavalli più interessanti e veloci, ma attenzione: trattandosi di realtà giovanissime, dinamiche e indisciplinate, potremmo subire delle perdite e persino andare a zero.
Perciò, oltre all’analisi specifica di un dato progetto, programmiamo un’allocazione crypto sana, che dia il peso maggiore a bitcoin, in linea con la nostra personale tolleranza al rischio.
Trump e la riserva crypto USA
La tanto annunciata riserva crypto USA diverrà realtà. Lo ha annunciato lunedì lo stesso presidente Trump mediante i suoi canali di comunicazione, tra cui Truth Social.
La notizia ha inizialmente dato un impulso estremamente positivo, che si è però riassorbito già il giorno dopo con delle perdite di pari entità.
Gli Stati Uniti andrebbero a creare una riserva strategica composta da bitcoin ed Ethereum, oltre ad altri asset come Solana, Cardano e Ripple. Proprio su questo punto si sono sollevate le maggiori perplessità: perché includere criptovalute più volatili e decisamente meno capitalizzate rispetto a BTC ed ETH? Da notare che si tratta di realtà tutte americane, per cui potrebbe valere il solito mantra America First che sta tanto a cuore al presidente.
Altre critiche provenienti dal nostro settore riguardano il potere che gli Stati Uniti andrebbero a detenere strutturando una riserva consistente. Un asset come BTC, nato per essere decentralizzato, potrebbe deragliare dai binari se un’entità statale ne detenesse una fetta consistente. Tuttavia, se pensiamo al settore privato, c’è già chi detiene moltissime coin (pensiamo a MicroStrategy). In generale, possiamo dire che l’accentramento non è mai un bene, a prescindere dall’entità protagonista.
A ciò si aggiunge poi l’utilizzo della blockchain: fatti gli acquisti, l’infrastruttura non sarebbe utilizzata di frequente dagli Stati Uniti (le riserve stanno ferme), il che non è un bene (no chain attiva e vivace, no valore della relativa coin). Tutto però dipende dalle cifre in gioco, che per ora non conosciamo.
Infine, menzioniamo anche la provenienza degli asset. Non è infatti chiaro se gli States andranno ad acquistare coin e token, oppure se la riserva sarà semplicemente composta da asset già in possesso, frutto di sequestri dalle attività criminali. La differenza sarebbe enorme: nel primo caso avverrebbero degli acquisti, nel secondo invece si resterebbe fermi al presente.
Spostandoci invece sugli esperti non crypto, sono arrivate non poche critiche. Chiaramente, una riserva crypto è vista come negativa nei confronti del dollaro. Ma c’è anche chi si domanda quale sia il valore strategico della stessa: non trattandosi di petrolio, elio o farmaci, non si trova giustificazione nel creare una scorta.
Con tutte queste domande e incertezze, l’appuntamento di oggi diventa ancor più centrale; infatti, Trump ospiterà alla Casa Bianca il primo summit a tema crypto. Si attendono ospiti di spicco da varie entità della nostra industria.
Mercati tradizionali
Le piazze di scambio azionario in giro per il mondo si stanno comportando in maniera differente tra loro.
Partiamo dagli Stati Uniti, dove le ultime settimane registrano performance complessivamente negative, segno che il Paese ha qualche problema. Tra dazi, inflazione, spaccature politiche e altro ancora, gli investitori non operano in un contesto tranquillo. Vero però che siamo ancora in un lungo periodo di fortissima crescita: se questo è un reale stop, prima o poi sarebbe dovuto arrivare.
Fondamentale tenere monitorato l’andamento delle stock per capire se cambierà qualcosa. Con i dazi in arrivo, l’economia potrebbe subire il colpo, così come il mondo della finanza.
L’Europa vive una fase di prestazioni molto positive, con diverse piazze in area massimi storici. Anche l’inflazione non sembra destare preoccupazione, ma occhio alle ripercussioni legate agli States.
Le piazze cinesi restano in una fase laterale, così come la Corea del Sud. Giappone positivo.
In questo recente articolo abbiamo parlato dello stato dei mercati stock: dagli una lettura se vuoi approfondire!
Riassumendo: situazione per ora non omogenea, con l’America che paga l’incertezza.
Conclusioni
Nel calderone di questo periodo dobbiamo poi metterci anche i dazi americani, le risposte degli altri Paesi e il generale clima di tensione. Tutti fattori che minano la tranquillità e che mettono i mercati, crypto e non, in una situazione complicata. Proprio negli States si vive forse il momento più nebbioso, con i prezzi che corrono e che potrebbero continuare a farlo.
L’invito è sempre lo stesso: massima prudenza e impermeabilità alle emozioni. Se abbiamo pianificato una strategia, non cambiamola senza prima analizzare tutto dall’inizio; solo in questo modo sapremo se effettivamente vale la pena muoversi diversamente o se quanto stabilito a suo tempo resta ancora valido.