Yearly recap: il resoconto del 2025 per il mercato crypto
Il 2025 è concluso ed è tempo di recap in vista del 2026. Cos'è stato il 2025 per il mercato crypto?
Indice
Introduzione al focus on
Ci siamo, il 2025 è giunto al termine e con esso, si conclude un anno straordinario per il mercato crypto.
Centinaia di novità, numeri da record, interesse che ha coinvolto alcuni dei nomi più importanti nella finanza globale. Insomma, un anno che archivia la speculazione e punta allo sviluppo reale, alle integrazioni con il mondo reale, in un contesto di maturità senza precedenti.
Archiviati questi 365 giorni, è ora di aprire le porte all’arrivo di un 2026 che si prospetta come un susseguirsi di novità e aggiornamenti. Parliamo di implementazioni reali, sviluppi normativi ed una nuova sinergia pronta ad unire, sempre più, il nostro mercato di riferimento con la finanza globale.
Prima però, di prepararci al 2026, è giusto toccare i punti salienti dell’anno appena concluso: Chi ha giocato un ruolo cruciale nel 2025? Quali sono state le principali novità?
Numeri alla mano, come ci piace fare, non ci resta che augurarvi una buona lettura del nostro Yearly Recap ed un felice anno nuovo, buona lettura.
ETF, il primo driver: i numeri del 2025
Sebbene il nostro focus odierno non sia incentrato sulle performance in termini di prezzo, dobbiamo, senza dubbio, rendere conto a chi nel 2025, i prezzi li ha guidati.
Il 2024, grazie all’approvazione degli ETF spot, il mercato crypto ha trovato le prime integrazioni nella finanza reale. Nel 2025, tuttavia, questo passaggio ha introdotto una nuova dinamica: oggi, la domanda strutturale, esiste anche senza euforia.
Le opzioni, inoltre, oggi presenti anche su ETF spot e non più solo su Deribit, hanno consentito uno sviluppo più profondo della liquidità. Nuove strategie, nuovi hedge fund sul mercato, per un mercato sempre più “professionale”.
Ma ora, parliamo di numeri. Inoltre, trovi un nostro recap dedicato a Bitcoin sul sito, non perderlo.
Nel 2025, il mercato degli ETF spot bitcoin ha raccolto $21.372 miliardi di dollari di nuovi ingressi netti. Il totale degli asset custoditi ammonta a circa $113 miliardi, in calo rispetto ai valori di gennaio pari a $119 miliardi, dettati, tuttavia, da prezzi ben più alti dei prezzi attuali.

Il numero di BTC custoditi è cresciuto da 1.101 milioni di unità a 1.371 milioni di unità, accumulando ben 270.000 unità, pari all’1.25% dell’offerta totale.
Bene anche per Ethereum, con flussi netti positivi da +$11.084 miliardi di dollari. Gli ETF spot ETH custodiscono ora 6.2 milioni di ETH rispetto a 3.6 milioni di inizio anno, accumulando ben 2.6 milioni di unità, pari al 2.2% circa dell’offerta totale.

Prima di passare al punto successivo, tuttavia, vogliamo aggiungere una precisazione. In termini di prezzo, per la prima volta nella storia, l’anno successivo all’halving si è concluso in rosso. Storicamente, infatti, l’anno successivo all’halving ha definito il picco del ciclo con una forte candela rialzista.
- Primo halving 2012, prezzo nel 2013 +5430%.
- Secondo halving 2016, prezzo nel 2017 +1336%.
- Terzo halving 2020, prezzo nel 2021 +59.4%.
- Quarto halving 2024, prezzo nel 2025 -6.3%.
Qualcosa, lo anticipiamo, è cambiato, ma ci sarà modo di approfondire questo tema nelle settimane seguenti.
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DAT: il megatrend del 2025
Se gli ETF hanno “istituzionalizzato” l’accesso al mercato, le DAT, senza dubbio, hanno riqualificato la domanda.
L’accumulo delle DAT, per la sua quasi totalità, è stato finanziato da debito. Non vogliamo soffermarci sulla sostenibilità del modello, ne prevederne lo sviluppo negli anni successivi, quanto più fare i conti con i numeri raccolti nel 2025.
Non vi è esempio più diretto di Strategy. Benché le performance annuali del titolo MSTR siano discutibili, la strategia della compagnia ha trainato il mercato con numeri da record. Nel 2025, la compagnia ha acquistato la bellezza di 223.798 bitcoin, pari ad oltre l’1% dell’intera offerta. Un valore di poco inferiore al quantitativo totale accumulato dagli ETF spot, ma che ha portato un costo maggiore, pari a $22.5 miliardi di dollari.
Strategy, ovviamente, non è stata la sola. Sebbene non abbiamo il dato preciso, le decine e decine di nuove DAT sul mercato, hanno supportato il modello di Strategy. Da XXI Capital a Metaplanet, da Bitcoin Standard Treasury Company a Trump Media & Technology Group Corp., per non citare le altre numerose aziende, gli incessanti acquisti hanno portato diversi miliardi di dollari ad aggiungersi al maxi budget messo in campo da Strategy. In totale, parliamo di holding che ad oggi, ammontano a 1.1 milioni di BTC, pari a circa il 5% dell’intera offerta.

Il trend delle DAT, seppur con notevole ritardo, ha coinvolto anche Ethereum, insieme a numerose diverse altcoin. I numeri qui, sono ben più impattanti, considerando la differenza di market cap tra BTC ed ETH.
Partite principalmente in estate, le DAT di Ethereum vedono una propria Strategy, il cui nome è ovviamente Bitmine. Partendo da zero, la compagnia ha accumulato, da sola, 4.07 milioni di ETH, impegnando circa $10 miliardi di dollari negli ultimi 6 mesi. Insieme a nomi come Sharplink gaming, The Ether Machine e Bit Digital, le DAT su Ethereum hanno accumulato oltre 6.8 milioni di unità, per quasi $20 miliardi di dollari.
Parliamo, in termini percentuali, del 5.8% dell’offerta totale in poco più di sei mesi. Un valore che supera il totale accumulato dagli ETF in circa 18 mesi, il quale ammonta a 6.12 milioni di unità, pari al 5.06% dell’offerta.

Stablecoin: l'anno dello sviluppo globale
Quanto sono importanti le stablecoin nel settore? Per rispondere a questa domanda, basta osservare l’approccio del mercato USA.
Nel 2025, infatti, il governo statunitense ha approvato il Genius Act, una legge chiara e diretta, che mira a regolamentare il settore delle Stablecoin, con normative e regole ad hoc.
Possiamo parlare di egemonia del dollaro, di forte interesse grazie all’acquisto di titoli di stato USA da parte degli emittenti, possiamo parlare di sovranità monetaria globale. Insomma, per capirci, il settore delle Stablecoin è così importante da esser stato regolamentato ad hoc ancora prima dell’intero comparto crypto. Clarity Act, infatti, è ciò che ci attendiamo per il 2026 ma, concentriamoci sui numeri delle stablecoin.
Al primo gennaio 2025, la market cap delle stablecoin ammontava a $206 miliardi di dollari. Oggi, 12 mesi dopo, il comparto vale $308 miliardi di dollari. Un incremento folle, pari ad un +49 YTD, se pensiamo all’enorme valore del mercato attuale.

Un settore, ad oggi, mainstream. Solo pochi anni fa, semplici strumenti necessari per l’arbitraggio dei prezzi e, oggi, strumenti utilizzati per i pagamenti, per la gestione della liquidità e per il settlement delle operazioni. Un settore che, inoltre, oggi presenzia nei tavoli di Wall Street, grazie all’enorme quotazione di Circle sul NYSE.
Da Visa a Mastercard, passando per Paypal fino ad arrivare a Klarna, alcuni dei più grandi provider di pagamenti hanno progetti e prodotti attivi per utilizzare stablecoin come strumento per i pagamenti reali. Costi commissionali ridotti, tempistiche drasticamente abbattute, gestione di pagamenti intercontinentali senza alcun vincolo ne limite. Per chi ci segue da tempo, ha poco senso trattare ogni singola integrazione ma, se ti interessa approfondire, resta con noi nel 2026, porteremo, come sempre, informazioni di qualità, da sempre come fonte indipendente.
Prediction market: il trading nascosto dietro le scommesse
Prima di passare all’ultima categoria di asset, una nota di merito, senza dubbio, va alla crescita dei prediction markets.
Nel corso del 2025, questa categoria di nuovi prodotti è letteralmente esplosa. Non più semplici scommesse, bensì uno strumento che offre nuove possibilità ai trader per coprire le proprie posizioni speculative, in maniera simile, seppur differente, alle più classiche opzioni.
Il primo boom di hype per il settore è arrivato a ridosso delle Elezioni USA di fine 2024. Nel Q4 2024, infatti, guidati da Kalshi e Polymarket, i prediction market hanno generato $5.7 miliardi di volume. I volumi totali dell’anno, tuttavia, ammontano a poco meno di $7 miliardi.
Il 2025 ha alzato drasticamente questi valori. Nel solo Q4 2025, infatti, i prediction markets hanno generato $23 miliardi di volumi, oltre un 4x rispetto al precedente anno. Il totale, invece, dei volumi nell’anno appena concluso, ammonta a circa $36.3 miliardi di dollari, con un +418%.

Nel 2025, infatti, questo settore è stato sdoganato. Dal lancio di Polymarket direttamente su X, all’integrazione nei più popolari wallet non custodial, ma non solo.
Sono molteplici, infatti, gli esempi di integrazione in diverse piattaforme. Robinhood, per esempio, ha integrato Kalshi direttamente in app. Coinbase, anch’esso è al lavoro per un proprio framework da integrare sulla piattaforma e Truth Social, insieme a Crypto.com, ha lanciato un prediction market direttamente all’interno del social.
Se non fosse abbastanza, basti osservare l’interesse che hanno riscontrato Kalshi e Polymarket da investitori esterni. In pochi mesi, infatti, i due protocolli leader hanno raccolto, in diversi round, diversi miliardi di dollari in finanziamenti. Finanziamenti che hanno permesso alle valutazioni di schizzare a rialzo, superando, in entrambi i casi, i $10 miliardi di dollari.
RWA: dai treasuries alla nascita del mercato azionario on-chain
In conclusione, un settore più di tutti, ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo del settore. Non più in termini di numeri, quanto in termini di approccio e di integrazione.
La categoria del Real World Asset, senza dubbio, è stata al centro di una maturazione senza precedenti. Al primo gennaio, guidato dai treasury U.S. tokenizzati, la market cap dei RWA ammontava a $5.6 miliardi. Oggi, solamente dodici mesi dopo, l’intero comparto conta circa $18.6 miliardi di dollari al suo interno, in crescita del +234%.
Tuttavia, i numeri, ad oggi, sono ancora briciole rispetto al reale cambiamento sottostante. Nel 2025, infatti, abbiamo iniziato a parlare, con tangibilità, del mercato azionario on-chain. La tokenizzazione delle azioni, infatti, grazie ad attori come xStocks Alliance, Ondo Finance e Securitize, ha segnato il primo di un grande passaggio verso un nuovo connubio tra mercato crypto e finanza globale.
Oggi, parliamo di numeri ancora giovani. L’intero comparto vale poco più di $730 milioni, ma gli orizzonti sono spaventosi. Si stima, infatti, una valutazione complessiva per il mercato USA di circa $60.000 miliardi, un ordine di grandezza ben più ampio dell’intero settore crypto.
Risuona, tuttavia, una frase pronunciata sia da Larry Fink, amministratore delegato di Blackrock e da Paul Atkins, presidente della SEC: “Tutto sarà tokenizzato”.
L’obiettivo, per prenderne consapevolezza, è enorme. Il 2026 sarà un anno di test, di studio e di sviluppi, nonché di numerose sperimentazioni. Il settore crypto oggi, non è l’alternativa, bensì la struttura necessaria per la costruzione del nuovo, grande, ecosistema finanziario globale.
Efficienza, trasparenza, sicurezza, bassi costi e, infine, una direzione che punta ad un’apertura dei mercati 24/7. Non è un caso, infatti, che questa direzione sia anche il movimento delle borse tradizionali. Nasdaq, New York Stock Exchange e Cboe stanno valutando l’estensione delle sessioni di trading, avvicinandosi sempre più a un modello di mercato continuo, senza stop e senza interruzioni.
Oggi, per concludere con un parallelismo, abbiamo gettato le fondamenta. Il terreno è stato preparato, la base è solida e ora, tutto ciò che manca è la costruzione del grande edificio nel quale collocare la finanza futura.
Conclusione, braccia aperte al 2026
A differenza dei precedenti cicli, questo 2025, nonché anno dopo l’halving, non sarà ricordato come l’anno dell’euforia, ma l’anno della maturità.
Meno narrativa, meno hype, meno promesse. Al contrario, l’anno di un motto che nel mercato crypto è presente da anni: BUILD BUILD BUILD.
Meno parole, più fatti. Dopo anni dove, la speculazione è stata il punto di accesso, oggi le porte sono spalancate. Il 2026, a cui apriamo le braccia, si presenta come l’anno dove, la necessità principale è quella di creare conferme.
Dopo tutte queste parole, infine, non ci resta che concludere. Un grazie ai nostri utenti, un grazie ai nostri lettori che ci hanno accompagnato in questo anno incredibile.
Oggi, insieme a voi, ci prepariamo ad un nuovo anno. Non ci resta, quindi, che augurarvi il meglio. Ci trovate sempre qui, giorno dopo giorno a condividere con voi le informazioni salienti di questo settore. Informazione indipendente, libera, sempre.
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