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Polygon (MATIC): cos'è e come funziona il layer 2 di Ethereum

Spesso erroneamente poco considerata, Polygon è una sidechain layer 2 che supera i limiti di Ethereum, accrescendone al tempo stesso il valore intrinseco

Polygon (MATIC): cos'è e come funziona il layer 2 di Ethereum

Polygon (MATIC): la sidechain layer 2 di Ethereum

Polygon è il network che abbatte le limitazioni della blockchain Ethereum mediante diverse soluzioni tecniche.

In questo articolo capiremo che cos’è Polygon (MATIC) e perché è così importante per il mondo delle criptovalute.

Sin dagli esordi, Ethereum ha ricevuto un interesse crescente, grazie soprattutto alle innovative idee alla base del progetto. Basti pensare agli smart contract, gli elementi portanti  del mondo DeFi, nati proprio su questa blockchain.

L’enorme successo riscosso ha collocato Ethereum nell’Olimpo del nostro settore, divenendo ispirazione (e modello da copiare!) per tante altre realtà arrivate nel corso anni.

I numeri della chain ideata dal programmatore Vitalik Buterin crescono ma c’è un’enorme barriera da superare: i limiti della creatura stessa.

Il primo problema di Ethereum sta nella sua scalabilità.

La chain funziona secondo l’algoritmo di consenso Proof-of-Work, già menzionato in tanti nostri approfondimenti.
Questo processo, meglio conosciuto con il nome di mining, è sicuro ma molto dispendioso in termini energetici e computazionali. Ciò rende il numero massimo di transazioni per secondo decisamente limitato (circa 30) e non risolvibile nell’immediato.
A causa dell’elevata domanda si creano lunghe attese; in aggiunta, complice anche il “meccanismo ad aste” riguardante le gas fee, i costi di transazione risultano molto elevati. Chi nel 2021 avesse anche solo spostato degli Ether da un wallet all’altro sa di cosa stiamo parlando: cifre assolutamente folli.
L’aggiornamento a Ethereum 2.0 (lo chiamiamo così anche se è stata abbandonata questa denominazione) renderà il tutto scalabile ma ci vorranno probabilmente anni prima di concludere il processo.
Sono quindi necessarie soluzioni alternative e di rapida introduzione.

Il secondo problema di Ethereum riguarda la limitazione al mondo ERC-20.
Certo, si può ricorrere alla tokenizzazione (rendendo ERC-20 ciò che non lo è) ma non si tratta di una soluzione pulita al problema, è più un aggiramento.

Polygon nasce alcuni anni fa, quando Ethereum 2.0 non era stato neppure pensato. L’obiettivo di questo network è quello di superare i limiti di Ethereum, rendendo la vita più semplice a utilizzatori, investitori e sviluppatori.

Molte persone sostengono che Polygon sia un antagonista del suo layer 1: niente di più sbagliato.

Inoltre, alcuni definiscono  questo network come una sidechain. Altri lo chiamano layer 2. Diciamo che nessuno si sbaglia ma è qualcosa di più.

Bene, è tempo di iniziare mettendo a fuoco che cos’è la Polygon chain.

Che cos'è Polygon (MATIC)?

Polygon è una sidechain layer 2 di Ethereum. Confusione? Nessun problema, ora chiariamo questa terminologia.

Layer 0, layer 1 e layer 2 rappresentano diversi livelli del mondo blockchain. Ognuno di essi ha scopi precisi e può essere opzionale (layer 0 e 2) o indispensabile (layer 1).

I layer 2 sono concepiti per offrire qualcosa in più e migliorare la chain su cui si poggiano. Polygon ha esattamente questa missione: donare valore aggiunto al suo layer 1 Ethereum.

Polygon (MATIC) è però una sidechain. A differenza del “layer 2 medio”, totalmente subordinato alla chain madre, questi network sono dotati di una certa indipendenza.

Nel caso di Polygon vi è infatti un algoritmo proof-of-stake proprio, una rete di validatori dedicata e una coin nativa (MATIC) dotata di vari scopi che vedremo in seguito.

Perciò, questo layer 2 si muove con maggiore libertà rispetto a tanti altri conosciuti, come Arbitrum.

Polygon (MATIC) chain

Questa immagine illustra il funzionamento di Polygon, evidenziando soprattutto i passaggi chiave in cui vi è interazione con Ethereum.

Nota: la foto riporta la scritta “Matic Chain“, ovvero il nome con cui era stato inizialmente battezzato il network. Perciò, quando si incontrano immagini o documenti riportanti “Matic” non c’è alcun errore: è comunque Polygon.

Come possiamo notare, Polygon si muove in modo parallelo e indipendente da Ethereum. Questo perché vi è un algoritmo di consenso e dei validatori dedicati interamente al network, senza dover ricorrere all’aiuto della chain madre.

Di tanto in tanto però vi sono dei checkpoint: è qui che Polygon entra in contatto con la blockchain layer 1. Quest’ultima funge infatti da controllore e  assicura che il layer 2 agisca senza errori, evitando manipolazioni.

Procedendo in questo modo, vi sono diversi vantaggi.

Innanzitutto, l’abbiamo appena detto, Polygon diviene un ambiente sicuro e stabile.

Dall’altra parte, Ethereum svolge solo una frazione del lavoro che dovrebbe portare a compimento se non esistesse il suo layer 2. Perciò, la chain ne beneficia in termini di congestionamento.

Ma non solo. Più nello specifico, Polygon è dotato di questi punti di forza:

  • Elevata scalabilità: Polygon può processare decine di migliaia di transazioni per secondo, il tutto a un costo irrisorio. Di fatto, tutte le operazioni che coinvolgono gli smart contract vengono passate da Ethereum a Polygon (rollup).
  • Interoperabilità: Ethereum è già multi-chain ma non in grado di affrontare l’enorme mole di lavoro che ne deriva.
    Polygon permette di costruire soluzioni ad hoc per svariate esigenze, fino ad arrivare a nuovi layer 2 e persino blockchain standalone (totalmente indipendenti e dotate di proprio consenso e validatori). Tutto ciò è possibile grazie a Polygon SDK, un insieme di strumenti creati per i programmatori e in grado di rendere agile lo sviluppo di quanto appena detto.
    Polygon è lo strumento che abbatte le problematiche di Ethereum, nonché un rivale di altre realtà ben note come Polkadot e Cosmos (anche se ciascuna ha proprie peculiarità).

La situazione è un po’ più chiara.

Potrebbe però sorgere una domanda: “Ma Polygon non entra in competizione con Ethereum?”

Vediamo la risposta nel prossimo paragrafo.

Che cos'è Polygon (MATIC)?

Polygon è in competizione con Ethereum?

Su Polygon se ne sentono davvero di tutti i colori.

Un’affermazione frequente è quella che dipinge questa chain come un competitor di Ethereum: assolutamente sbagliato.

Polygon ha una certa indipendenza, questo è vero. Tuttavia, le sue basi poggiano comunque sul layer 1; senza di esso non potrebbe funzionare.

Abbiamo più volte evidenziato le limitazioni tecniche di Ethereum: è un network sicuro e collaudato ma piuttosto lento e costoso. Le barriere alla scalabilità verranno risolte solo al termine degli aggiornamenti ex-Ethereum 2.0 (e probabilmente non del tutto).

Inoltre, legato a quanto detto, c’è il problema dell’interoperabilità, soprattutto su due aspetti:

  • Ethereum supporta solo token ERC-20.
  • Esso non sarebbe in grado di gestire l’enorme traffico derivante dalla connessione con più ecosistemi.

Polygon non sostituisce né ruba utenza alla chain madre, anzi, ne amplia l’offerta.

Prima di tutto velocità e costi: transazioni rapide e gas fee insignificanti.

Poi l’interoperabilità: oltre al deploy di DApp, Polygon rende possibile la creazione di sotto-network, layer 2 e blockchain standalone. Il tutto compatibile con la EVM e con il bridge tra Ethereum e le chain sviluppate con Polygon SDK.
Ethereum è quindi posizionato al centro di tutto il sistema, con il ruolo di protagonista.

Quando si elaborano delle valutazioni su un progetto si deve considerare tutto ciò che abbiamo davanti.

In questo caso vi è un network, Polygon, dotato di un certo valore intrinseco che probabilmente accrescerà nel tempo. MATIC, la sua coin, seguirà l’eventuale trend positivo.

Polygon è però parte di Ethereum e va inserito anche nell’analisi fondamentale di quest’ultimo. Se il primo non esistesse, gli investitori potrebbero optare per altre soluzioni estranee a questo macro-ecosistema.
Poco importa se il gas non viene pagato in ETH: è comunque un network che accresce il valore di Ethereum, lo potenzia e ne amplia enormemente la proposta.

"Nessuna rivalità: Polygon espande l'ecosistema Ethereum, proiettandolo verso nuovi orizzonti"

Che cos'è la coin MATIC?

MATIC è la coin della chain Polygon, responsabile di alcuni importanti compiti.

Innanzitutto è la valuta di pagamento delle gas fee di transazione. Come dicevamo, Polygon è una sidechain layer 2 che non impiega Ether per questa incombenza (come fanno invece altri L2, vedi Arbitrum).
Ciò rende MATIC un asset interessante: più la DeFi di Polygon viene utilizzata, maggiore è la domanda di questa coin per il pagamento del gas.

MATIC è inoltre l’asset utilizzato per assicurare sicurezza e operatività del network stesso.

Polygon impiega un algoritmo di consenso proof-of-stake, diverso dal proof-of-work della blockchain L1 Ethereum.

Perciò, esistono dei validatori che si occupano di verificare e approvare ognuna delle numerose transazioni.
Al momento il numero è limitato a 100, perciò non vi è un limite minimo di MATIC da possedere per esercitare questo ruolo.
In futuro, un’eventuale decentralizzazione andrà probabilmente a introdurre un certo quantitativo di coin da detenere per ciascun validatore.

Alternativa più semplice da attuare è la delega dei propri MATIC presso uno di questi validatori, ottenendo in cambio un interesse annuo di tutto rispetto.
Questo modo di operare è protagonista in tanti altri network come Solana e Terra.

Perciò, MATIC ha un ruolo fondamentale nel mantenere la chain in salute e pienamente funzionante.

Infine la governance.

In misura proporzionale ai MATIC posseduti, gli holder partecipano al processo decisionale del mondo Polygon, votando o avanzando proposte di vario tipo.

Quanto detto finora assegna a questa coin un buon valore intrinseco e dei casi d’uso reali.

Polygon MATIC ha una supply massima di 10 miliardi di esemplari, di cui poco più del 75% già in circolazione.

Il 18 gennaio 2022 è stato introdotto l’aggiornamento EIP-1559, nome in codice “London hardfork“, sbarcato in precedenza su Ethereum.

Questo update è molto importante perché va ad introdurre un meccanismo di burn delle gas fee che rende il sistema deflazionario. Così facendo si stima che verrà eliminato circa lo 0,27% annuo della supply totale.

Perciò, sommando aggiornamento e tetto massimo di offerta, MATIC ha tutte le carte in regola per diventare sempre più scarso nel tempo. Come sappiamo, a parità (o maggiore) domanda e con offerta in calo, il prezzo aumenta.

Nessun consiglio finanziario. Non ci stancheremo mai di ripetere che ogni investitore deve fare le proprie ricerche prima di procedere.

Resta il fatto che MATIC potrebbe mantenere un percorso di crescita già in essere da tempo, soprattutto osservando l’andamento nella sua interezza.

Che dire, se ci sarà interesse verso Polygon, questa criptovaluta potrà proseguire verso ottimi traguardi.

Che cos'è la coin MATIC?

Operare su Polygon: configurazione Metamask ed exchange

Passiamo alla fase operativa e vediamo come entrare nel mondo di Polygon.

Come prima cosa sarà necessario configurare un wallet adatto allo scopo. Come spesso accade, Metamask assolve perfettamente questo compito.

Sono disponibili due versioni di questo famoso portafogli: l’app mobile e l’estensione browser. Di seguito vedremo come impostare il network Polygon utilizzando quest’ultima.

Chi non avesse installato il wallet può consultare il nostro Metamask tutorial per capire come muoversi senza commettere errori.

Configurazione del wallet Metamask per la blockchain Polygon

Esistono due metodi per aggiungere Polygon al nostro wallet crypto.

Il primo è più facile: ci connettiamo al sito wallet.polygon.technology e clicchiamo sul pulsantone “Polygon Wallet”
Verremo reindirizzati a una pagina da cui selezionare il tasto “Add Polygon Network” posizionato in alto a destra. A questo punto daremo conferma nel wallet per aggiungere automaticamente il network.

Il secondo metodo è quello manuale. Nulla di complesso, solo 2 minuti di tempo per completare il tutto.

Apriamo Metamask e clicchiamo sul menu a tendina relativo al network (vedi immagine che segue). Selezioniamo quindi il pulsante “Add Network”.

Metamask Polygon network Ethereum

I parametri da aggiungere saranno i seguenti:

Network Name: Polygon
New RPC URL: uno fra questi:

  • https://polygon-rpc.com
  • https://rpc-mainnet.maticvigil.com
  • https://rpc-mainnet.matic.network
  • https://rpc-mainnet.matic.quiknode.pro

Chain ID: 137
Currency Symbol: MATIC
Block Explorer URL: https://polygonscan.com/

Salviamo per completare l’opera.

Spostamento di criptovalute da Ethereum a Polygon

Ora che il wallet è operativo siamo pronti a passare coin e token dalla blockchain layer 1 al suo layer 2.

Per fare ciò, è possibile utilizzare il bridge disponibile al sito già visitato in precedenza: wallet.polygon.technology/bridge.

Bridge Polygon Ethereum

Nell’immagine è rappresentata la finestra da cui andremo ad agire.

Tutto è molto semplice: selezionando le schede “Deposit” o “Withdraw” si definiscono chain di provenienza e destinazione. Nell’immagine di esempio, agendo preleveremmo da Ethereum e depositeremmo su Polygon.

Dopodiché, cliccando sul menu a tendina relativo a coin e token (in foto indica “Ether”) si seleziona l’asset soggetto allo spostamento.

Indichiamone la quantità e poi clicchiamo sul pulsante “Transfer”.

Seguiranno diverse conferme sul wallet e un tempo di attesa variabile. Ciò è dovuto al fatto che il bridge dovrà interagire con due chain diverse, ciascuna dotata di propri validatori. Anche il gas andrà pagato in base alle interazioni avvenute.

Al termine del processo dovremmo essere in grado di visualizzare i fondi nella chain di destinazione.

Per chi fosse alla ricerca di un metodo alternativo, gli exchange potrebbero essere la soluzione adatta.

Exchange: acquistare MATIC o convertire fondi senza l’utilizzo di un bridge

Un altro modo per entrare nel mondo Polygon consiste nell’appoggiarsi a un exchange per convertire valuta o acquistare direttamente MATIC.

Le proposte disponibili sono numerose. L’importante è essere certi che il servizio scelto supporti la blockchain Polygon, altrimenti non potremmo procedere.

Tra le varie opzioni che integrano questo layer 2 vi sono Binance, Crypto.com e FTX. Tutti i link appena forniti danno diritto a sconti e/o agevolazioni.

Per scoprire come utilizzare questi portali, rimandiamo alla sezione del nostro sito dedicata proprio agli exchange e in continua espansione.

"Per chi non volesse usare un bridge, sempre più exchange supportano il network Polygon"

DeFi di Polygon: un'offerta completa e convincente

Nella nostra analisi non poteva mancare una parte dedicata alla finanza decentralizzata.

Polygon (MATIC) offre un vibrante ambiente DeFi che comprende tutti i principali protocolli nativi di Ethereum.

Innanzitutto Curve, la piattaforma più diffusa e presente anche su altre chain come Avalanche, Fantom e Harmony.

Questo protocollo non necessita di presentazioni: è uno dei pilastri DeFi, noto per l’ottima costruzione e l’ampia proposta di pool e strumenti di investimento.

L’unico suo limite sta nell’interfaccia old style, non molto amichevole soprattutto per gli utenti meno esperti.

Nonostante ciò, Curve.fi è sinonimo di affidabilità. Polygon consente di operarvi senza doversi preoccupare degli elevati costi in gas fee di Ethereum.

Un altro gigante disponibile su questo layer 2 è AAVE, a oggi la quinta piattaforma DeFi in assoluto in termini di liquidità depositata.

Il servizio principale offerto è quello del lending. Gli utenti hanno quindi l’opportunità di depositare fondi e utilizzarli come collaterale per prendere in prestito altre criptovalute, sviluppando complesse (e rischiose, attenzione) strategie di investimento multilivello. Oppure semplicemente fornire capitali, ricevendo una sicura rendita passiva…niente male!

Sarebbe però riduttivo descrivere AAVE solo in questo modo: vi è molto di più. Il protocollo consente infatti di scambiare criptovalute e mettere in stake il token AAVE, ottenendo quindi interessi e partecipando al processo decisionale della piattaforma.

La DeFi di Polygon non è solo “Made in Ethereum”: vi sono soluzioni native, concepite appositamente per questo layer 2.

È il caso di QuickSwap, il DEX che raccoglie centinaia di milioni in liquidità.

Il protocollo è ben fatto e propone un ampio ventaglio di strumenti, dal semplice swap di token fino ai pool di liquidità con farm.

QuickSwap si ispira chiaramente a UniSwap ma non c’è da stupirsi: è la base di partenza di innumerevoli piattaforme di finanza decentralizzata.

A proposito di quest’ultimo: ovviamente Polygon è pienamente supportato sia da esso che da SushiSwap, l’altro AMM di riferimento nel panorama crypto.

Non manca Multichain (ex AnySwap) il principale bridge dell’universo blockchain.

Grazie a questo servizio, spostare le proprie criptovalute da un network all’altro diventa semplice, rapido ed economico.

L’offerta non finisce di certo qui: il celebre portale Defi Llama ha in elenco oltre 200 piattaforme DeFi che supportano la chain Polygon. Molte di queste hanno liquidità nulla o molto ridotta ma tante altre sono pienamente operative.

Polygon ha quindi tanto da offrire per gli investitori nella finanza decentralizzata. Basta solo informarsi, scegliere la soluzione adatta alle proprie necessità e iniziare.
Le ridotte gas fee consentono esperimenti con piccole cifre, un grande valore aggiunto che mette al riparo da errori o imprevisti.

Un’ultima chicca: gli appassionati di NFT non resteranno delusi. Il famoso marketplace NFT OpenSea supporta pienamente la chain Polygon, così da poter acquistare o vendere creazioni uniche senza dover spendere una fortuna in gas fee.

DeFi di Polygon: un'offerta completa e convincente

Polygon: oltre i limiti di Ethereum

Spesso poco considerata, Polygon è invece una chain dall’alto potenziale e valore.

Perché veniva “trattata male”? Probabilmente a causa di un errata valutazione iniziale e di conseguenti pregiudizi rimasti nel tempo.

La verità è che l’idea alla base è ottima e gli sviluppi stanno seguendo la giusta strada. Grazie alle soluzioni tecniche proposte, su questo layer 2 si è in grado di costruire svariate applicazioni con relativa semplicità.

Abbiamo visto come Ethereum sia al centro del progetto, sostenendo che Polygon ne supera i limiti senza però entrarvi in competizione. Anzi, chi ne esce vittorioso è proprio l’ecosistema nato dalla mente di Vitalik Buterin.

Nel 2021 Polygon ha raccolto attenzione crescente dalla crypto community. Parrebbe quindi che anche nel 2022 questa realtà possa continuare a conquistare consenso e migliorarsi.

Proprio lo scorso anno ho realizzato un video completo su Polygon: potrebbe valere la pena dare un’occhiata, è linkato qui sotto.

Che ne pensi di Polygon? Trovi che sia un network interessante oppure preferisci altre blockchain ed ecosistemi? Faccelo sapere sui nostri canali social, alla prossima!


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