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EOS: network layer-1 Dapp-oriented scalabile e veloce

Di Gabriele Brambilla

È il momento di parlare di EOS, una blockchain dedicata allo sviluppo di DApps che mette al centro semplicità e scalabilità

EOS: network layer-1 Dapp-oriented scalabile e veloce

Introduzione

EOS è una blockchain sulla scena da diversi anni, nota a chi è già nel mondo delle crypto. Si tratta di un progetto stabilmente nella top 100 per capitalizzazione di mercato, dotato di caratteristiche che lo rendono adatto a un approfondimento dedicato.

Il format che adotteremo in questo articolo è quello consueto per i contenuti riferiti a una particolare blockchain.

Prima di tutto, una rapida panoramica su storia e team, per poi passare alle nozioni più tecniche, illustrando che cos’è EOS.

Ci sposteremo poi sulla coin nativa, analizzandone le tokenomics e fornendo tutto ciò che serve per iniziare una valutazione per potenziali investimenti. Chiaramente poi ognuno dovrà approfondire in autonomia prima di destinare il proprio denaro su questo asset.

Spazio poi a punti di forza e debolezze, per poi fare una rapida panoramica sull’ecosistema.

Infine, chiuderemo con il grafico del prezzo di EOS in tempo reale.

Abbiamo tante cose da dire, perciò iniziamo subito questo viaggio!

EOS: un po' di storia

La storia di EOS ci riporta indietro al 2017, anno in cui fu pubblicato il whitepaper.

L’anno seguente il progetto vide la luce grazie allo sviluppo portato avanti da un gruppo decentralizzato di block producers. Il software alla base di EOS prende il nome di EOSIO ed è sviluppato da Block.one, società specializzata nell’ambito blockchain.

Nel 2021 si raggiunse il consenso che portò alla creazione della ENF, ossia EOS Network Foundation. Si tratta di un’entità non profit pensata per supportare e coordinare lo sviluppo del network sia sul piano economico che non.

Yves la Roche è l’attuale CEO della fondazione, nonché uno dei founder. Menzioniamo poi il co-founder Zack Gall, attualmente CCO. Essi sono imprenditori ed esperti del mondo blockchain e Web 3.0, con ormai un notevole bagaglio di conoscenze sulle spalle.

EOS: un po' di storia

Che cos'è EOS?

Passiamo a qualche nozione un po’ più tecnica.

EOS è un network di tipo layer-1 che punta tutto su performance elevate e bassa latenza. Possiamo vederla come una blockchain piuttosto simile a Ethereum, quanto meno per ciò che riguarda i casi d’uso: si tratta infatti di una soluzione che si concentra sugli smart contract e sulla possibilità di costruire applicazioni decentralizzate più o meno complesse.

Oltre a delle performance superiori, la soluzione proposta da EOS mira anche a mettere a proprio agio gli sviluppatori, puntando su semplicità d’uso, accessibilità del codice (che è open source) e versatilità. Diciamo che, al contrario di altri network, EOS consente di sviluppare delle applicazioni con meno sforzo, avvicinando così anche utenti meno esperti. Tuttavia, evidenziamo che comunque sono necessarie delle solide competenze in ambito per poter effettivamente lavorare su questa piattaforma.

Parlando dell’algoritmo di consenso, questa blockchain adotta il Delegated-Proof-of-Stake (DPoS). Ciò significa che gli stakeholder hanno il potere di selezionare gli operatori dei nodi. A ogni tornata di voto vengono nominati i 21 validatori che produrranno 21 blocchi della chain; dopodiché, sfruttando un meccanismo di valutazione della reputazione dei produttori dei blocchi, si procede alla validazione degli stessi, con la certezza che tutto sia corretto e privo di transazioni malevole.

La macchina che consente a EOS di muoversi porta anche benefici a livello energetico e, come abbiamo già detto, dà vita a un network fluido e rapido.

A prima vista sembrerebbe tutto perfetto, ma torneremo in seguito ad analizzzare gli svantaggi del modello appena descritto, perché ci sono delle criticità da mettere in luce.

Ma quindi, EOS è davvero l’Ethereum killer che puntava a essere? In breve, no. I fatti dimostrano che dopo anni dal lancio, il network è ben lontano dal raggiungere la creazione del Vitalik internazionale.

Anzi: passata l’esaltazione iniziale, la blockchain EOS ha perso costantemente terreno. Sulla scena si sono poi affacciati altri competitor che hanno saputo sviluppare e presentare meglio il proprio prodotto, facendo passare questa realtà in secondo piano.

Ciò non significa che EOS sia una chain di cattiva qualità, ma solo che non è stata in grado di affermarsi come avrebbe voluto. Segue l’ultima roadmap disponibile.

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Che cos'è EOS?

La coin EOS

La criptovaluta del network si chiama EOS, vediamone le caratteristiche.

Tra i casi d’uso, quello principale è l’essere il mezzo mediante cui si può accedere al network e utilizzarlo. Inoltre, lo staking dà diritto a partecipare alla governance, aspetto molto importante considerando il consenso DPoS.

Parlando di numeri e tokenomics, l’inflazione annuale è fissata al 3% e non c’è un limite massimo della supply.

Al momento della scrittura, l’offerta supera 1,1 miliardi di esemplari, ma è ovviamente destinata a crescere in continuazione in virtù di quanto appena detto.

La distribuzione non è indicata sulle fonti ufficiali; per questo motivo, evitiamo di riportare dati che possono non essere corretti. Tuttavia, sappiamo che esistono quasi 6 milioni di wallet EOS e circa 290 milioni di coin sono in stake.

Queste cifre sono soggette a cambiamento; ti invitiamo quindi a verificare in autonomia su CoinMarketCap o CoinGecko i principali dati riguardanti la supply. Trovi inoltre informazioni utili anche sul sito di EOS Network.

Tra le soluzioni per mantenere al sicuro le proprie coin, troviamo il celebre wallet non custodial MetaMask, compatibile con tante altre chain come Polygon e Avalanche. Inoltre, anche gli hardware wallet sono supportati, tra cui spicca Ledger; più limitato invece il supporto fornito da Trezor. Segnaliamo infine altre soluzioni come i wallet TokenPocket, Anchor e Wombat.

"Le tokenomics non premiano la scarsità degli esemplari, ma l'inflazione è comunque contenuta"

Punti di forza e debolezze

Scopriamo quindi punti di forza e criticità di questo network, così da poterlo valutare meglio nella nostra personale analisi fondamentale.

Uno dei principali vantaggi è l’assenza di gas fee. Ebbene sì: EOS non fa pagare nulla all’utente che muove dei token su di essa.

Questa caratteristica rende la chain alla portata di tutti, ma c’è un dettaglio da sottolineare: per riuscire a eseguire operazioni, l’utente deve mettere in stake una certa quantità di EOS. Possiamo quindi dire che non pagheremo le transazioni, ma dovremo comunque esporci alla coin nativa della blockchain per poter effettivamente sfruttarla.

Un’altra caratteristica interessante di EOS è il suo orientamento verso le applicazioni decentralizzate. Infatti, le elevate prestazioni permettono anche alle app di beneficiare di altrettanto ottime performance.

Dobbiamo poi ricordare ciò che dicevamo all’inizio: il software alla base della chain consente di sviluppare DApp ricche di funzionalità senza eccessivo sforzo. Ciliegina sulla torta è la compatibilità EVM (Ethereum Virtual Machine).

Da non sottovalutare poi il fatto che gli address legati alla chain sono facilmente leggibili. Qui possiamo dire addio a complesse stringhe alfanumeriche pressoché impossibili da imparare a memoria: potremmo infatti avere degli address molto semplici come “Esempio 246” o “Mioindirizzo1”.

Chiudiamo la carrellata sui vantaggi di EOS mettendo in mostra sia l’ottima affidabilità che il meccanismo anti-hacking dal nome Recover+. In caso di attacco a una piattaforma dell’ecosistema EOS, come già avvenuto, esso entra in scena e blocca i fondi sottratti, così da evitare danni economici a utenti e partecipanti del network.

Ora però dobbiamo guardare l’altro lato della medaglia e mettere in evidenza le criticità di questa blockchain. Una in particolare ci preoccupa ed è la possibile centralizzazione.

EOS si promuove come una realtà che mette al centro la decentralizzazione. Tuttavia siamo lontani da questo obiettivo.

Vero, l’algoritmo di consenso impiegato permette di raggiungere ottime prestazioni, ma al tempo stesso indebolisce la struttura che c’è dietro. Pensiamoci: i produttori di blocchi sono solo 21. Legata a questo punto anche la relativamente semplice possibilità di raggiungere la quota che consente di manipolare la chain e prenderne il controllo.

Come hanno messo in luce diverse ricerche, questa nostra preoccupazione trova fondamento. Ad esempio, Binance ha osservato che i problemi potrebbero portare a degli attacchi. Inoltre, più che parlare di trasparenza dovremmo discutere di opacità del network in generale, il che non è mai un bene.

Attenzione infine alle transazioni avviate dai bot: essendo gratuite, è possibile programmare un grande numero di automazioni dedicate proprio a generare transazioni non provenienti da persone reali.

Ecosistema della blockchain EOS

Questo network ha dato vita a un ecosistema che ospita diversi progetti e applicazioni.

Tra quelli nativi segnaliamo il già menzionato Anchor Wallet, un portafoglio crypto open-source. Diverse poi le realtà legate agli NFT: da giochi come Prospectors ai marketplace stile OpenSea come AtomicHub. Trovano ovviamente spazio anche le realtà DeFi come A-DEX.

Sono inoltre presenti anche piattaforme note come DefiLlama, Atomic Wallet e Coinbase Wallet. Proprio su quest’ultimo abbiamo preparato un video tutorial completo per chiunque volesse saperne di più.

Prezzo EOS in tempo reale

Giusto studiare il progetto e scovarne punti di forza e debolezze. Però, dobbiamo anche tenere monitorato l’andamento del mercato, così da poterci posizionare al momento giusto, oppure intervenire se necessario.

Di seguito trovi il grafico prezzo di EOS contro la stablecoin USDT in tempo reale, fornito direttamente dalla miglior piattaforma per l’analisi tecnica: TradingView.

Come ogni altcoin che si rispetti, anche EOS ha avuto un andamento complesso nel tempo, caratterizzato da importanti saliscendi. A differenza però di asset come SOL di Solana, EOS non è mai riuscita a tornare ai picchi del passato.

Nel 2018, la coin sfondò il muro dei 21 dollari a esemplare (All-time High), con una market cap ben oltre i 12 miliardi di dollari. Da lì in avanti, il prezzo è costantemente sceso e il piccolo ritorno di fiamma del 2021 (intorno ai 12 dollari al pezzo) non si è neppure avvicinato ai valori del passato.

Riuscirà EOS a guadagnare terreno e riaffermarsi? Solo il tempo potrà dircelo. Per adesso, muoviamoci con molta prudenza e, nel caso volessimo investirci, allochiamo solo una piccola percentuale su questo asset, limitando così i rischi.

Prezzo EOS in tempo reale

Dove acquistare la coin EOS

Trattandosi di una criptovaluta presente da tempo sulla scena, nonché parte di un progetto serio, possiamo acquistarla su pressoché tutti i principali exchange di criptovalute come Bybit, Coinbase e Crypto.com. Di seguito trovi alcuni link referral che ti daranno diritto a dei vantaggi riservati ai nostri lettori.

Oltre a questi, c’è la possibilità di acquistare EOS su diversi DEX tra cui PancakeSwap, Uniswap e SushiSwap.

 

"Dai CEX ai DEX, non è di certo un problema comprare e vendere EOS"

Considerazioni finali

EOS network è un progetto complesso da valutare. Da un lato sono invitanti le performance e l’architettura che premia le applicazioni decentralizzate (non solo DeFi), ma dall’altra parte dobbiamo fare i conti con alcune criticità. In aggiunta, impossibile non pensare a diversi diretti competitor che hanno saputo posizionarsi meglio.

Per lo sviluppo di app, sicuramente si tratta di una realtà più che valida e che può essere presa in considerazione. Lato puro investimento, non possiamo ignorare l’andamento calante della coin, che in parte rappresenta quello dell’intero progetto.

Chiaramente nulla è deciso e il futuro avrà l’ultima parola. Se il lavoro del team dovesse riuscire a riportare EOS tra i nomi più caldi del panorama blockchain, ci sono tutti i presupposti per fare di nuovo bene. Se invece ciò non dovesse avvenire, possiamo immaginare che EOS continuerà a occupare una posizione da comparsa nel grande film del nostro settore.


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